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Piano cave, il “sì” spacca il centrosinistra in Broletto

Approvato in consiglio provinciale il nuovo testo che fissa i limiti estrattivi per i prossimi 10 anni. Il centrodestra non ha votato.

(red.) Il “Piano cave” spacca la maggioranza di centrosinistra in Broletto. Approvato il documento della Provincia di Brescia che definisce, per i prossimi 10 anni, il fabbisogno di ghiaia e sabbia per edilizia, infrastrutture ed opere pubbliche. Un “sì” arrivato non senza fratture Tra i consiglieri del Pd, non allineati sull’adozione del testo.

La direzione provinciale dei dem aveva espresso una posizione critica nei confronti del Piano, ma, al momento della votazione in aula martedì mattina, il gruppo si è spaccato in due: da una parte Marco Apostoli (Provincia Bene Comune) ha votato contro, due consiglieri del Pd, Filippo Ferrari e Antonio Bazzani, non hanno partecipato al voto, gli otto consiglieri di centrodestra si sono invece astenuti, aprendo così la strada al nuovo Piano, che ha ottenuto sei voti favorevoli. Ora la parola spetta a Regione Lombardia per le valutazione e l’eventuale via libera definitivo.

Secondo quanto previsto dal nuovo documento (il precedente risale al 2015), gli ambiti estrattivi dovrebbero passare da 53 a 39 mentre il fabbisogno calcolato dall’Università di Brescia è stato stimato in 51,8 milioni di metri cubi (erano 70 nel testo precedente) di cui 9,2 da font alternative e 42,7 da estrarre ex novo. «Per il presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi si tratta del “miglior piano possibile”, un documento che “fa sintesi” tra i diversi attori coinvolti: cittadini, territori, cavatori, imprese.

Il nuovo testo prevede: no alle cave di prestito, revoca delle riserve, abolizione dell’automatismo cave-discariche, il ripristino ambientale.
Tutte indicazioni però che vengono contestate dai comitati ambientalisti bresciani, per i quali le previsioni estrattive di materiali nel bresciano sono sovrastimate: i  70 milioni di metri cubi di previsione si scontrerebbero con gli effettivi 35 milioni usati negli ultimi dieci anni.

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