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Sinistra italiana Brescia contro il Piano cave provinciale

"Il fabbisogno reale del nuovo Ppc si attesta al massimo intorno ai 12 milioni di mc di escavazione" però la Provincia di Brescia ne sta per autorizzare escavazioni per 52 milioni di metri cubi.

(red.) Secondo Sinistra italiana di Brescia, Il Piano provinciale cave (Ppc) in via d’approvazione (con la previsione di 52 milioni di metri cubi di nuove escavazioni) “appare completamente sbagliato e sproporzionato e rappresenta nella sua logica di sfruttamento senza criterio del territorio un ennesimo schiaffo al bene comune dell’ambiente, nonché l’assoluto disprezzo persino dei ragionamenti fatti intorno alla causa ultima della pandemia in corso: la distruzione dell’habitat naturale per il miserabile (e, aggiungiamo, presunto) interesse dei soliti pochi”.

“Il fabbisogno reale di escavazione per la provincia di Brescia”, si legge in un comunicato, “calcolato sulla base di quanto avvenuto negli ultimi 10 anni, non supererebbe i 35 milioni di mc (<metodo Provincia di Mantova) o addirittura i 25 milioni di mc (<metodo Provincia di Milano). A questi valori vanno sottratti, per norma, innanzi tutto i materiali di recupero prevedibili (valutabili in almeno 9 milioni di mc di A&C secondo Anpar e almeno 4 milioni di mc tra sfridi di monte, estrazione da fondi agricoli eccetera) per almeno 13 milioni di mc; cui dovremmo aggiungere almeno altri 10 milioni di mc di terre e rocce da scavo provenienti dalle grandi opere previste (Tav e Val Trompia, già messe in conto nell’elenco dei “fabbisogni” costruttivi): un totale di recuperi quindi di almeno 23 milioni di mc di materiale.

“Il fabbisogno reale del nuovo Ppc si attesta quindi al massimo intorno ai 12 milioni di mc di escavazione”, prosegue la nota di Sinistra italiana che porta le firme di Paolo Bravi Mori e del coordinatore provinciale Luca Trentini. “Il residuo del Ppc precedente è tuttavia di 35 milioni di mc, all’incirca il triplo del fabbisogno appena definito: più che sufficiente, senza nuove concessioni/convenzioni per più Ppc e anche, semmai, per le loro revisioni di metà periodo (revisioni previste solo in aumento). Un approccio al nuovo Ppc razionale e rispettoso della casa comune della Terra e dei beni comuni dell’ambiente e della salute impone quindi di non concedere nessuna nuova concessione o convenzione di escavazione. Per queste ragioni Sinistra italiana Brescia esprime la propria convinta contrarietà ad un piano cave che, così definito, appare del tutto sovradimensionato, illogico e devastante sotto il profilo della sostenibilità ambientale e del consumo di suolo”.

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