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Depurazione Garda, condotta sublacuale da dismettere. Ma senza urgenza

Intanto Acque Bresciane informa di aver presentato all'Ato il progetto per la soluzione-ipotesi di Lonato.

(red.) E’ in pieno svolgimento la nuova partita connessa alla necessità di trovare una soluzione definitiva alla depurazione della sponda bresciana delle acque del lago di Garda. E una delle ultime novità in ordine di tempo è stata la nomina del prefetto di Brescia Attilio Visconti come commissario all’opera. In quelle stesse ore la società provinciale che si occupa del ciclo idrico, Acque Bresciane, ha consegnato all’ufficio d’ambito Ato il progetto di fattibilità tecnica ed economica connesso all’ipotesi di Lonato. E questo sarà allo studio della prossima cabina di regia del Ministero dell’Ambiente. Intanto, uno dei primi elementi da affrontare è la condizione delle condotte sublacuali in vista di stabilire dove localizzare il depuratore.

E in effetti il decreto con cui è stato nominato il commissario Visconti parla della necessità di dismettere la condotta. Intanto ieri, venerdì 18 giugno, Acque Bresciane ha pubblicato una serie di documenti legati all’opera. “Acque Bresciane il 16 giugno ha consegnato la nuova documentazione richiesta dall’Ufficio d’ambito di Brescia: il progetto di fattibilità tecnico economica della soluzione Lonato-Peschiera, completo di cronoprogramma, il cronoprogramma aggiornato per la soluzione Gavardo-Montichiari-Peschiera e la relazione sullo stato delle condotte sublacuali Toscolano Maderno-Torri del Benaco redatta al termine dei lavori di manutenzione in alto fondale svoltisi da marzo 2021.

Quest’ultima – si legge sul sito della società – evidenzia la sostanziale immobilità nel numero e nella gravità delle bioconcrezioni rispetto alle ispezioni del 2020. In base a tali risultanze e in virtù della delicatezza dell’ambiente lacustre, è stato redatto un nuovo Piano di sicurezza, basato sui più moderni standard internazionali. Si prevede l’allestimento di un pontone permanente che consenta di ridurre i tempi dei futuri interventi, programmazione entro fine anno delle prossime ispezioni, in origine previste per la primavera 2022, la redazione di un progetto di sostituzione dei due tratti più intaccati dalle concrezioni, con materiale in polietilene, nel caso di ripresa di proliferazione dei microrganismi responsabili delle bioconcrezioni. Va sottolineato che le condotte sublacuali da Toscolano Maderno a Torri del Benaco dovranno in ogni caso essere dismesse, non essendo previsti nello schema di collettamento e depurazione della sponda veronese la raccolta e il trattamento dei reflui della sponda bresciana”.

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