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I Verdi: “Allevamenti intensivi, è necessario cambiare rotta”

(red.) Gli effetti degli allevamenti intensivi e la necessità di cambiare rotta per tutelare l’ambiente. Questo il focus di una conferenza stampa che questo sabato mattina si è tenuta al parco Gallo di Brescia, promossa dai Verdi- Europa Verde e alla quale hanno partecipato l’ eurodeputata Eleonora Evi, Salvatore Fierro portavoce della federazione dei Verdi di Brescia, Marcello Bolpagni tesoriere, Marcello Cordovani referente Sebino-Franciacorta e il medico Francesco Quadraro. L’eurodeputata Evi ha ricordato l’importanza delle scelte che in questo campo sta facendo l’Europa, che con la nuova Pac tornerebbe a finanziare il sistema degli allevamenti intensivi. Fierro nella sua introduzione ha detto che i danni all’ambiente causati dalle industrie non devono restare impuniti in specifico riferimento all’inchiesta della procura di Brescia su fanghi tossici sversati nei campi smerciandoli per fertilizzanti: “Non è pensabile che aziende che distruggono interi ecosistemi, creando gravissimi danni climatici e danneggiando irrimediabilmente la biodiversità e la salute dei cittadini, possano farla franca, com’è successo tante, troppe volte in Italia. Ci auguriamo che, nel caso in cui le accuse dovessero essere confermate, vengano applicate pene esemplari affinché il principio secondo cui chi inquina paga trovi concreta applicazione”.
Quadraro ha trattato la questione dal punto di vista medico, mentre Cordovani ha presentato il manifesto con i 5 importanti obiettivi: 1. Azzeramento del consumo di suolo agricolo fino al completo riutilizzo delle superfici già occupate. 2. Recupero delle aree degradate, delle aree industriali e artigianali dismesse, dei terreni marginali. 3. Programmazione e governo a livello sovracomunale dell’offerta di edilizia residenziale, artigianale, industriale. Salvaguardia della fauna e della flora selvatica autoctona, tutela delle aree boschive e valorizzazione delle risorse forestali. 5. Contrasto all’avanzamento delle specie infestanti non autoctone, ed alla fauna dannosa e pericolosa.

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