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Fanghi tossici, Pirellone al CdS contro sentenza Tar a favore della Wte

La decisione del Pirellone di ricorrere contro la sentenza pro-azienda è emersa ieri. La notizia era dell'altro giorno.

(red.) Nella giornata di ieri, martedì 8 giugno, la stessa in cui i vertici dell’azienda Wte hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame di Brescia per chiedere il dissequestro dei tre impianti di Calvisano, Calcinato e Quinzano dopo l’inchiesta sui fanghi tossici, il caso è approdato anche al Consiglio regionale lombardo. E non è solo emerso che il Pirellone – ieri la risposta a due interrogazioni del Movimento 5 Stelle – ha chiesto a livello nazionale una legge per equiparare i gessi da defecazione ai fanghi. Dalla seduta è arrivata anche la notizia che la stessa Regione ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che aveva accolto il ricorso della stessa Wte.

Si fa riferimento alla delibera sul Programma per la protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole nelle zone vulnerabili e contro la quale si era scagliata la stessa azienda bresciana tramite il tribunale amministrativo regionale, di fatto “congelando” quel testo. E in quello stesso documento si parlava di un coefficiente di efficienza per i fertilizzanti e con cui ridurre l’impatto ambientale.

Ma come detto, lo stesso Tar ha accolto il ricorso dell’impresa bresciana e ora il Pirellone, come ha approvato l’altro giorno, lunedì 7 giugno, ha deciso di impugnare quella sentenza al Consiglio di Stato in attesa di capire cosa deciderà. A dare conto del ricorso al massimo organo della giustizia amministrativa è stato l’assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi. Nel frattempo, entro il prossimo 13 giugno anche il giudice del Riesame di Brescia si pronuncerà sulla richiesta di dissequestro degli impianti dell’azienda e dei conti correnti appartenenti agli indagati.

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