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Europa Verde Brescia, campagna informativa sugli allevamenti intensivi

(red.) Verdi – Europa Verde Brescia, si propone di iniziare una campagna informativa sul tema degli allevamenti intensivi.
“Gli allevamenti intensivi”, spiega la nota, sono studiati da diversi anni (decenni) per gli impatti negativi che determinano nell’ambiente.
Oggi si fanno sempre più evidenti gli accumuli di questi eetti sui diversi elementi della biosfera, anche in conseguenza della produzione massiccia (e spesso molto oltre le reali necessità) di cibo, considerando quanto spreco alimentare si verifica nei paesi cosiddetti industrializzati. A buon titolo infatti, anche gli allevamenti intensivi rientrano nella “produzione industriale” di carne, causando, nondimeno, una elevatissima componente di inquinamento di ARIA- SUOLO – ACQUA”.

“E’ un dato ormai acclarato”, proseguono i Verdi, “che l’immissione di agenti inquinanti molto oltre la naturale capacità depurativa di aria – suolo – acqua, abbia comportato disequilibri ecosistemici fortissimi, i cui effetti iniziano ad essere percepiti anche dai non addetti ai lavori, in quanto si manifestano nel peggioramento della qualità dell’ambiente nel quale viviamo, anche se distanti da industrie più o meno “pesanti””.

 

#SIAMONELLAMERDA – ARIA
All’agricoltura si imputa una media dei 30% del contributo alla produzione di gas climalteranti. Vediamo in particolare quali sono.
Tra i gas climalteranti il metano (CH4) ed il protossido d’azoto (N2O), derivano soprattutto dall’attività di allevamento. A questi si aggiungono emissioni di anidride carbonica (CO2), derivanti dall’applicazione al suolo di urea e calce quali fertilizzanti. Le buone pratiche per evitare di aumentare l’emissione (per evaporazione) in atmosfera delle componenti volatili delle sostanze prodotte dagli allevamenti sono piuttosto semplici, ma a tutt’oggi non vengono attuate dalla categoria. Lo spandimento liquami, ad esempio, viene eettuato ancora da molti operatori con mezzi non adeguati (spargimento sul suolo di liquami ad alta pressione), pertanto il getto di liquame di per sé favorisce la volatilità dei gas che sprigiona, ulteriormente peggiorata dal fatto che una volta sparso sul terreno non viene immediatamente interrato, ma vi rimane sino ad essiccamento, provocando la completa evaporazione (ossia immissione in atmosfera) di metano ed ammoniaca.

Verdi-Europa Verde Brescia, campagna informativa sugli allevamenti intensivi

#SIAMONELLAMERDA – SUOLO
Come sappiamo, si tratta di un ecosistema prezioso ed ormai sempre più scarso (tant’è che a livello internazionale e locale si è prevista una normativa per ridurre progressivamente il suo consumo), ed inquinato.
Si tratta di una risorsa dicilmente rinnovabile (sia in quantità che in qualità) che, oltre a risultare inquinata dall’industria propriamente detta e da altre attività antropiche, viene ulteriormente appesantita dal notevole carico inquinante derivante da pratiche di allevamento ed agricoltura (spesso inscindibili, in quanto attività aziendali complementari ed interdipendenti) NON SOSTENIBILI.
E’ evidente che le pratiche intensive non hanno assicurato, ad oggi, il grado di sostenibilità richiesto dalla normativa, diversamente troveremmo un ambiente maggiormente in equilibrio anche nella pianura, ove invece si trovano realtà di allevamento intensivo di medie e grandi aziende, molto diuse.
L’agricoltura intensiva, può impoverire il suolo dei suoi nutrienti più rapidamente di quanto la natura li reintegri. Per tale motivo si fa utilizzo di fertilizzanti (liquami animali) e a base di azoto anche chimici che, se non riescono ad essere assorbiti dalla coltivazione, finiscono in acqua.

Verdi-Europa Verde Brescia, campagna informativa sugli allevamenti intensivi

#SIAMONELLAMERDA – ACQUA
Considerando l’enorme quantità di animali allevati in modo intensivo, ed il fatto che il bestiame produce molti più rifiuti degli esseri umani, il problema dei nitrati provenienti dall’agricoltura e dall’allevamento si è fatto sempre più significativo anche per la risorsa idrica, la quale, peraltro, risulta fortemente utilizzata durante il ciclo di produzione di alimentazione per il bestiame. Questa risorsa viene sottoposta ad enorme prelievo soprattutto in ragione dell’irrigazione del mais (coltivazione tra le più idrovore), utilizzato sia quale foraggio per l’alimentazione dei capi allevati, sia per la produzione della frazione organica necessaria al funzionamento degli impianti a biogas (coltivazione no food), sempre più diusi sul territorio.
A rendere dicoltosa la naturale capacità di depurazione che avrebbe l’acqua se non fosse sottoposta a tutti questi stress esogeni si sommano altri fattori:
– l’inquinamento da liquami, dovuto al fatto che l’azoto in essi contenuto si trova nello stato ammoniacale e sotto forma di nitrati; essendo entrambi solubili in acqua, è facile che raggiungono le falde freatiche ed i corpi idrici;
– i pesticidi e gli altri elementi che sono parte della gestione di un allevamento, ossia: antibiotici, vaccini, promotori ormonali della crescita, che passano direttamente dagli allevamenti negli ecosistemi e quindi nell’acqua che beviamo o negli alimenti che assumiamo.
Ciò determina anche una sensibile presenza di metalli in traccia, e la ormai nota resistenza ai farmaci che interessa prima il mondo animale ma ci raggiunge attraverso l’alimentazione.

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