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I Verdi contro il Franciacorta Concert Hall: “Erbusco non diventi il Far West”

(red.) Non usa mezze misure, ma similitudini taglienti, Marcello Cordovani, Referente del Gruppo Europa Verde Sebino Franciacorta, per descrivere la contrarietà del partito che rappresenta al progetto Franciacorta Concert Hall che potrebbe sorgere a Erbusco.
Benvenuti nel Far West“, si legge in una nota stampa. “Come nei migliori fumetti western, assistiamo oggi in Franciacorta all’ennesimo episodio di sfruttamento del territorio a vantaggio del padrone del villaggio. Là chi possedeva già l’emporio, il saloon, la linea delle diligenze ed il più grosso ranch dei dintorni, volendo incrementare potere e ricchezza, metteva gli occhi su una fonte d’acqua per il suo bestiame, o sui terreni circostanti per farci passare la ferrovia. Il tutto con la complicità del sindaco e dello sceriffo, che aveva contribuito a fare eleggere e che, per paura di perdere il posto e lo stipendio, lo appoggiavano”.

 

“Qui, il “padrone” di un paese della Franciacorta, proprietario di terreni e di una cantina vinicola, presenta un progetto per “convertire” una collina, di cui è proprietario, in un “teatro”: 50.000 metri quadrati di cemento con la scusa della cultura, di cui non si è mai interessato, e dei posti di lavoro, qualche decina. Cemento al posto del verde, questo è il mantra che in questi anni in Franciacorta. Però cemento = occupazione = economia che gira = tasse riscosse (se non sono inviate in qualche paradiso fiscale). E’ l’economia, stupido, direbbe un ex presidente americano. E siccome a nessuno si può vietare di presentare un progetto, fossero anche 500.000 metri quadrati, è giusto che questo signore possa proporre tutte le migliori idee per valorizzare la sua proprietà”.

Secondo l’esponente ambientalista, però, non è giusto che l’Amministrazione Comunale di quel paese, Erbusco, che già 5 anni fa aveva incassato di malavoglia un “no” ad un referendum per lo sbancamento della stessa collina, e che soprattutto è stata eletta per rappresentare gli interessi di tutta la cittadinanza, si schieri apertamente a favore del nuovo progetto. “I cittadini di Erbusco hanno già espresso chiaramente la loro contrarietà allo sfruttamento commerciale di quella collina; inoltre, la raccolta di firme promossa dall’Associazione NOPF2 ha raggiunto l’impressionante cifra di 7000 firmatari. E nonostante ciò, l’Amministrazione Comunale di Erbusco sostiene, ultimamente in modo aperto, la stessa iniziativa, ammantata ora di un alone di “amore per la cultura”. D’altronde, il proponente non si rassegna a vedere che il suo progetto incontri degli ostacoli e che i “suoi” cittadini non capiscono il suo “amore” per il territorio; un amore tossico, che uccide, un amore di cui facciamo volentieri a meno.

Ancora una volta un’Amministrazione Comunale, una volta eletta, sceglie di schierarsi apertamente con una parte in causa per stravolgere la volontà della maggioranza dei cittadini. Ma i Sindaci non sono eletti per tutelare qualche cittadino potente, devono tutelare tutti i cittadini, dal primo all’ultimo. Ed i cittadini di Erbusco devono vedere che la propria volontà è tutelata dalla propria Amministrazione Comunale. E se quel l’Amministrazione Comunale insiste, è compito preciso delle altre Amministrazioni Comunali locali, che si sono date il compito di gestire in maniera congiunta il nostro meraviglioso territorio, intervenire a tutelarlo.

Secondo Il Sindaco Cavalleri di Erbusco, che in un’intervista di alcuni giorni fa sostiene apertamente il progetto, è chiaramente schierato dalla parte del proponente, ma travisa il proprio mandato di tutela dei propri cittadini schierandosi apertamente a favore di un privato”.


Europa Verde, in conclusione, chiama a raccolta tutta la cittadinanza
, “non solo di Erbusco ma dell’intera Franciacorta, per sostenere le iniziative presenti e future del comitato NOPF2 a contrasto del progetto e per esprimere la propria contrarietà all’operato del Sindaco Cavalleri e della sua amministrazione. E’ ora di dire basta ai progetti insensati e ai Sindaci che li sostengono. Speriamo che i cittadini rispondano, anche in un momento così difficile. E che se ne ricordino, la prossima volta che si troveranno con una matita in mano a decidere del futuro del proprio territorio.

 

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