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Alberti (M5S): “Su caccia e valichi montani la Regione decide di non decidere”

(red.) «Ogni giorno di più Regione Lombardia mostra la sua totale incapacità nel gestire qualsiasi genere di tematica debba trattare», afferma il consigliere del M5S Dino Alberti riferendosi al tema dei valichi montani. «Lo scorso 3 marzo la giunta lombarda ha emanato la tanto attesa delibera numero 4370 con la quale attua quanto stabilito da una recente sentenza del Tar Lombardia in tema di caccia presso i valichi montani. Il Tar intimava alla giunta di procedere entro 90 giorni all’emanazione della delibera e nei successivi 90 al consiglio regionale di approvare l’elenco dei nuovi valichi montani. Nel caso queste tempistiche non fossero state rispettate, vi sarebbe stata la facoltà di procedere alla nomina di un commissario ad acta con il compito di fare quello che Regione Lombardia non è stata in grado di fare».

«Va fatta una premessa d’obbligo», prosegue Alberti, «la legge 157 del 1992 impone che gli enti territorialmente competenti, ossia Regione, individuino i cosiddetti valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna affinché vi sia vietata la caccia in ogni sua forma. Dall’entrata in vigore della legge 157 ad oggi, nulla è stato fatto per la gioia, ovviamente, dei cacciatori».

«Come spesso succede», ricorda Alberti, «quando di mezzo ci sono gli interessi di questa categoria, chi governa la Regione riesce a dare il peggio di sé facendo solo disastri. La delibera del 3 marzo è solo un imbarazzante tentativo della Regione di non essere commissariata. Basta leggerla per capire il maldestro tentativo di continuare a mantenere il privilegio di cacciare in aree che per legge dovrebbero essere un santuario tutelato della natura e non un cimitero di animali».

«E’ imbarazzante, ad esempio, che la stessa giunta affermi che in quasi 20 anni non siano riusciti ad realizzare un database dei valichi e delle aree da proteggere e che l’unico elenco ufficiale risalga al 2016 con dati del 2003 e che per questo motivo non possa essere preso in considerazione», spiega ancora Alberti. «Ma è ancora più imbarazzante il tentativo di scaricare responsabilità al neonato “Osservatorio Faunistico Venatorio” tanto voluto dall’assessore Rolfi nonché dalle associazioni venatorie, finalizzato a cercare di bypassare e contrastare i pareri vincolanti di Ispra quando arrivano proposte incostituzionali e illegittime in materia venatoria. Nella delibera si legge che con il verbale del 3 febbraio 2021 “l’Osservatorio ritiene che non vi sarebbero dati sufficienti sulle migrazioni per poter individuare nuovi valichi”, ma poi viene segnalato un problema riguardo alla possibile riduzione delle percentuali di terreni per gli agricoltori».

«A questo punto la domanda sorge spontanea», si chiede Alberti, «come può l’Osservatorio ritenere che vi possa essere una riduzione dei terreni agricoli se non ha la più pallida idea di quali e quanti saranno i nuovi valichi? E’ evidente l’uso strumentale che la giunta sta facendo dell’Osservatorio che peraltro si esprime in maniera non vincolante e pertanto i suoi pareri possono essere del tutto ignorati. La verità è che chi governa la Regione si limita, con questa inutile delibera, a confermare i valichi esistenti e le aree già vietate alla caccia. Di fatto non stanno ottemperando alla sentenza del Tar utilizzando uno stratagemma: quello di “decidere di non decidere” per evitare il commissariamento».

«A mio avviso», conclude Alberti, «visto che i tempi imposti dalla sentenza sono perentori, l’aver sforato di 3 giorni dovrebbe essere la scusa per richiedere immediatamente il commissario e procedere quanto prima ad individuare definitivamente e celermente i valichi montani che attendiamo da vent’anni. L’atteggiamento della Giunta lombarda è oltremodo vergognoso e offensivo e dimostra una volta di più la totale mancanza di rispetto delle norme e delle istituzioni facendosi gioco perfino delle sentenze del tribunale amministrativo. Qualora l’iter di questa delibera dovesse proseguire, sarà nostra premura emendarla affinché vengano inseriti nell’elenco tutti i valichi montani oggi ancora terreno di caccia».

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