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Calcinato, gli ambientalisti scoprono scarico fognario nella roggia

Puzza e reflui rilasciati direttamente nella zona di via Stazione, con un forte rischio per la salute pubblica. Chiamata la polizia locale e avvisati gli enti competenti.

(red.) Mercoledì 3 marzo, mentre raccoglievano rifiuti sul territorio, attività che li vede impegnati quasi quotidianamente da inizio anno, in via Stazione, centro di Calcinato, gli ambientalisti del Comitato cittadini Calcinato si sono imbattuti imbattuti in uno scarico che gettava materiale fognario direttamente in roggia rilasciando un odore nauseabondo.
“Allertata la polizia locale di Calcinato che è intervenuta immediatamente e con tempestività”, informa una nota dell’associazione, “ha chiamato gli uffici comunali competenti e gli enti incaricati. Nei prossimi giorni invieremo una pec agli enti preposti per esporre denuncia e conoscere se vi è ipotesi di reato di scarico abusivo (art. 125 e art. 137 D.Lgs. 152/2006 o TUA) o di inquinamento ambientale (art. 452 bis del codice penale), certi che non si è trattato di una prima volta visto che moltissimi cittadini ci hanno chiamato per informarci che a vario titolo avevano già evidenziato più volte negli anni questa gravosa situazione sia agli uffici comunali sia direttamente ad esponenti politici e assessori”.

Riteniamo inoltre doveroso ricordare”, prosegue il Comitato cittadini di Calcinato, “come da rapporto ISS – aprile 2020, il Gruppo Ambiente – Rifiuti, indirizza un documento ai gestori del servizio idrico integrato, le autorità ambientali e sanitarie che a livello nazionale, regionale e locale (province, comuni e altri enti territoriali) sono preposte alla tutela della salute e alla salvaguardia ambientale e sono coinvolte nella prevenzione e gestione di rischi correlati alla contaminazione da Sars-Cov2 delle acque reflue provenienti da insediamenti civili e produttivi”.
“Lo scenario di rischio è correlato al rinvenimento negli escreti dei contagiati, di Sars-Cov2. Nel rapporto si raccomanda di rafforzare i controlli su smaltimenti illeciti di acque reflue o fanghi non trattati in impianti di depurazione che potrebbero causare esposizione umana a materiali potenzialmente infetti da Sars-Cov2”.

“Purtroppo ancora una volta dalle immagini si evince che nel nostro comune i controlli e i monitoraggi raccomandati da ISS presentano in varie zone del paese delle gravi falle”, conclude il documento. “Ci chiediamo poi come sia possibile che consiglieri, assessori e sindaco non vedano mai nulla? Il Comitato, nelle sedi di confronto con la politica locale, ha sempre dichiarato la loro assenza totale sul territorio in ambito ambientale. Forse è proprio questo il vero dramma oltre alla mancanza di presenza anche la non volontà di approfondire segnalazioni/indicazioni e suggerimenti per una ingiustificata e totale assenza di collaborazione”.

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