Il Comitato di Montirone: “Mobilitiamoci contro il Piano provinciale delle cave”

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(red.) “Scopriamo che dal nuovo Piano cave della provincia”, si legge in un comunicato del Comittato di Montirone, “che successivamente dovrà essere approvato dalla regione, viena data la possibilità ai cavatori di estrarre altri 5.380.000 (cinquemilionitrecentottantamila) metri cubi dal piccolo territorio di 1.000 ettari del comune di Montirone, 173.815  (centosettantatremila) metri quadrati di nuove erosioni, la programmazione iniziale prevedeva già un incremento del 25% di territorio cavabile, con la nuova proposta la percentuale potrebbe addirittura raddoppiare”.

“Dobbiamo mobilitarci”, continua la nota. “Sul nostro territorio sono già presenti:  le cave Bettoni e Betulla, il laghetto Canali, le discariche Alfa Montirone e Bonomelli. Criticità che già portano via oltre il 20% del territorio agricolo del paese, quando in una regione come il Veneto è vietato arrivare al 3%. Alcuni sindaci si sono mobilitati per difendere il proprio territorio, il sindaco di Montichiari, per esempio, dopo una serie di iniziative e di proteste, è riuscito a tutelare i propri cittadini, ed è riuscito a far ridurre l’estrazione del 50% di metri cubi facendo spalmare su altre A.T.E. – Ambiti Territoriali Estrattivi -, facendo capire che per ottenere qualcosa bisogna lottare, bisogna farsi sentire”.

“Per questo anche a Montirone dobbiamo farci sentire”, conclude il documento, “dobbiamo scendere in piazza per difendere il nostro territorio, per difendere il territorio che lasceremo ai nostri figli. E lo faremo a partire da venerdì 26 febbraio alle ore 20 con una diretta Facebook dove spiegheremo a tutti cosa potrebbe accadere al nostro territorio e per rispondere alle domande dei cittadini, e successivamente, domenica 7 marzo, alle ore 15 in piazza a Montirone, che rappresenta l’emblema di questo nuovo scriteriato piano cave.

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