Ambiente Futuro: “Caffaro, basta pagare per l’ingordigia di pochi”

(red.) “Oggi, 9 febbraio 2020, è una giornata epocale per Brescia”, si legge in un comunicato di Imma Lascialfari per Ambiente Futuro Lombardia. “Da oltre 20 anni si parla di Caffaro, dell’inquinamento che la stessa ha portato nella nostra Brescia, arrivando sino a Capriano del Colle, ossia quasi 20 km dalla città. Ma ora finalmente è stata messa la parola fine. Sentire poi definire dalla bocca del Procuratore della Repubblica Francesco Prete ‘un carcinoma al centro della città’, questo fa veramente rabbrividire. E, quindi, ora anche i più scettici e anche chi ci additava come allarmisti, purtroppo, dovrà ricredersi.

“Alla fine, si è messa mano ovvero si sono messe ‘mani’, al cuore della città, al cuore ‘malato’ della nostra città, al fine di estirpare e mettere fine a questo ‘carcinoma’, augurandoci che le istituzioni locali e nazionali collaborino strenuamente per addivenire alla soluzione definitiva di questo grave disastro ambientale”, si legge ancora nella nota. “E’ vero, ci vorrà tantissimo denaro, ma noi contiamo che questi benedetti o stramaledetti soldi si possano trovare in fretta perchè qui si parla di tutela della salute di noi cittadini”.

“Non si può più tollerare di dover pagare e, ovviamente chi ci rimette sono sempre le persone che nulla c’entrano con la Caffaro, se non solamente per il fatto di vivere in quel tal luogo, per colpa di pochi, a discapito di molti. Pertanto non possiamo far mancare un accorato e doverosissimo ringraziamento alla Procura della Repubblica di Brescia, nella persona del procuratore Francesco Prete e ai Sostituti procuratori Bonfigli e Greco, ai Carabinieri forestali guidati dal maggiore Cesare Nasce’, e all’Arpa Lombardia, in particolar modo ai tecnici del Dipartimento Arpa Brescia, diretto da Fabio Cambielli: finalmente adesso qualcosa si sta muovendo sul serio”

“Noi diciamo basta inquinamento ‘passivo’, basta pagare per l’ingordigia di pochi, basta avvelenare le nostre terre, basta fare finta di nulla e nascondere la testa sotto la sabbia, basta morti bianche da inquinamento, la popolazione deve sapere, la popolazione ha il diritto di sapere. Noi non ci fermeremo mai ed il nostro motto è: avanti tutta! mai mollare!”.

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