Basta Veleni Brescia: “Bisogna ridurre il traffico attorno alle scuole”

(red.) “A proposito del rientro a scuola previsto per la giornata di mercoledì, lo studio condotto dall’Università di Utrecht e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, non solo di particelle sottili si muore”, si legge in una nota del Tavolo Basta Veleni di Brescia. “Se con le PM2,5 stiamo vantando il triste primato in negativo in Europa, con le NO2 che sono dovute principalmente al traffico veicolare ed in particolare dei motori diesel, siamo al 19° posto su 858 città europee. Nelle indagini che furono condotte in collaborazione con l’associazione milanese “Cittadini per l’aria”, nell’anno 2017-2018, per valutare la presenza di NO2 in città ed in provincia, gran parte delle scuole cittadine coinvolte, risultarono ai primissimi posti per la presenza di questa micidiale sostanza in atmosfera”.

“Alla luce anche di quell’indagine e di quanto ora pubblicato dalla rivista scientifica The Lancet, può sempre valere il detto: ai posteri l’ardua sentenza?”, si chiede il Tavolo Basta Veleni. “Non sarebbe finalmente giunto il momento, anche in considerazione del Recovery fund new generation, di prevedere da subito azioni concrete per evitare che la situazione peggiori ulteriormente, mettendo a rischio la salute, oltre alla vita delle persone? Di sicuro il lockdown ha avuto come unico effetto positivo quello di mitigare la mal’aria in particolare in prossimità degli edifici scolastici che si affacciano su strade ad alta densità di traffico. La domanda che sorge spontanea è questa: col rientro a scuola è prevedibile un massiccio aumento del trasporto privato in supplenza delle ben note criticità di quello pubblico e come si pensa di gestire il problema? C’è un piano condiviso fra le scuole e le pubbliche amministrazioni su questo importante punto?”

“Sembra di capire che l’argomento principale ora sia quello di riprendere l’attività scolastica in presenza”, prosegue il documento, “come e in che modo non è ancora ben chiaro. Forse sarebbe il caso di cominciare a farsi delle domande tenendo sempre ben presente che l’istruzione va di pari passo con con la salute fisica e mentale e l’inquinamento influisce in negativo su entrambi gli aspetti. Detto questo, non sarebbe il caso, alla luce anche dei dati relativi al perdurare di un pesante inquinamento atmosferico, pensare di istituire “zone 30″ tutt’intorno agli edifici scolastici, quantomeno per mettere in sicurezza gli accessi stradali e, diminuendo la velocità dei veicoli, contenere il più possibile l’inquinamento?”.

“Ovviamente il servizio pedibus”, conclude la nota, “un’adeguata rete di piste ciclabili, il potenziamento del trasporto pubblico e nei casi più emblematici il divieto di accesso nelle strade adiacenti alle scuole, potrebbero diventare una grande vertenza da mettere in atto con il contributo di tutte le componenti scolastiche per avanzare una proposta collettiva con gli altri plessi, al fine di favorire maggior compattezza nei confronti degli uffici e amministrazioni competenti”.

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