Bracconaggio, forestali sequestrano 300 richiami vivi a un bresciano

Intervento dei carabinieri di Bergamo ai danni di un allevatore bresciano. Uccelli erano destinati ai cacciatori.

(red.) Nei giorni precedenti a martedì 15 dicembre i carabinieri forestali operativi nelle attività contro il bracconaggio hanno compiuto una serie di interventi in provincia di Brescia. Il Nucleo Carabinieri di Bergamo ha effettuato un controllo a carico di un allevatore di richiami vivi del bresciano e rilevando irregolarità nelle fascette di identificazione. L’attività ha portato al sequestro di oltre 300 tra tordi bottaccio e sassello e di un merlo rinvenuto con un anello aperto.

Le irregolarità rilevate vanno dall’uso di anelli con diametro interno più grande di quello previsto, alla loro manomissione per permetterne un uso fraudolento. Questi presentavano segni riconducibili a tecniche normalmente usate per l’inanellamento abusivo di esemplari adulti di origine selvatica. Nell’allevamento c’erano anche alcuni esemplari senza anello o con anello amovibile.

Soltanto il valore commerciale degli animali sequestrati si stima essere intorno ai 35-40 mila euro, a cui vanno aggiunte le conseguenze negative a livello ecologico ed ecosistemico del prelievo incontrollato in natura. L’avifauna era destinata ad essere venduta ad ignari cacciatori che sarebbero loro stessi andati incontro a conseguenze penali in caso di controllo dei richiami acquistati.

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