Brescia, diffida di “Basta Veleni” per le centraline di monitoraggio

(red.) Il Tavolo di lavoro “Basta Veleni” di Brescia ha inoltrato il 30 novembre al ministero dell’Ambiente, alla Regione Lombardia, alla Provincia di Brescia, al Comune di Brescia e all’Arpa  una diffida legata alla mancata attivazione delle centraline di traffico e di fondo per il monitoraggio dell’aria di Brescia. Le due centraline dell’aria di via Tartaglia e via Sabbioneta sono bloccate dall’ottobre 2018 ufficialmente per il mancato allacciamento alla corrente elettrica. Ecco il testo integrale.
“I sottofirmati Stefania Baiguera e Cesare Giovanardi, coordinatori del Tavolo Provinciale Basta Veleni di Brescia, a cui aderiscono oltre 60 associazioni e comitati ambientalisti presenti nel capoluogo e in molti altri comuni della provincia di Brescia operanti da anni al fine di tutelare l’integrità dei territorie di concorrere con altri soggetti, pubblici e privati, a salvaguardare, in tale ambito, la salute collettiva, significano quanto segue.

Considerato che l’unica centralina a Brescia destinata a rilevare le PM10 in zona di traffico e industriale, installata nella zona Sud, quella più inquinata di cui trattasi, ovvero la centralina di via Bettole, fudisattivata senza alcuna spiegazionenel lontano 2002;
che le uniche due centraline attive in città, quella del Villaggio Sereno e quella del Broletto, sono ambedue di fondo anche se, per ottemperare formalmente alla legge,tempo addietroquella del Brolettofuriclassificatacome centralina di traffico, con il risultato paradossale che la stessa, essendo in zona ZTL, rileva livelli di PM10 mediamente più bassi di quella di fondo del Sereno;
che quando nel 2001 funzionavano le due centraline di Bettole e del Broletto, quella di Bettole correttamente di traffico/industriale, denunciava livelli di PM10 mediamente doppi di quella del Broletto, analoghi ai livelli che registra la centralina di Rezzato;
che dallo scorso anno 2019 è stato deciso da codeste autorità, inspiegabilmente, di scorporare dall’area critica di Brescia l’unica centralina effettivamente di traffico/industriale, quella di Rezzato, in conseguenza del fatto che l’ISPRA, sulla base dei valori rilevati da questa aveva segnalato Brescia per il record nazionale dei più alti livelli di PM10 nel 2018;
che quindi di fatto l’area critica di Brescia si trova di nuovo sprovvista di una vera centralina di traffico/industriale come previsto dalla legge, con un conseguente danno alla salute dei bresciani, non adeguatamente tutelata per il rinvio dei provvedimenti emergenziali e sanitari, a causa della sottostima dell’inquinamento dell’aria;
che, per porre rimedio a tale situazione di illegalità, anche su pressione degli scriventi, l’Arpa di Brescia aveva chiesto ed ottenuto nel 2017 l’installazione di due nuove centraline di traffico/industriale in viaTartagliae in via Sabbionetain Brescia città;
che ad oggi, queste due nuove centraline continuano a rimanere inspiegabilmente non operative, nonostante siano state installatenel 2018, parrebbe per mancanza dei necessari allacciamenti alle reti, con evidente spreco di denaro pubblico e, ancor più grave, disattenzione alla tutela della salute dei bresciani;
che il 10 novembre 2020 la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia perché ha violato il diritto Ue sulla qualità dell’aria, ovvero, perché il nostro Paese non si è impegnato a sufficienza per proteggere la salute umana, l’ambiente e l’economia dall’inquinamento atmosfericoe, anzi, avrebbe procrastinato nell’attivare strategie per risolvere, o quanto meno arginare, il problema, cosicché “ivalori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10, sono stati superati in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017” in diversi territori tra cui Brescia;
che in questi giorni, nonostante le restrizioni imposte dai provvedimenti anti Covid-19, si registranoa Bresciapreoccupanti superi dei limiti di PM10, ancorchésottostimati dall’inadeguatezza della rete di rilevamento.

Tenuto conto della normativa europea vigente, in particolare della Dir 96/62/CE, in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente e della Dir 99/30/CE, concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per biossido di zolfo, biossido d’azoto, ossidi d’azoto, particolato e piombo;
del Dlgs n. 351 del 4 agosto 1999, Attuazione dellaDir 96/62/CE, in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria;
del DM n. 60 del 2 aprile 2002, concernente i valori limite di qualità dell’aria per alcuni inquinanti;
del DM n. 261 del 1 ottobre 2002, regolamento recante le direttive tecniche per la valutazione preliminare della qualità dell’aria, i criteri per l’elaborazione del piano e dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del Dlgs n. 351 del 4 agosto 1999;
che detta normativa (allegato VII DM n. 60 del 2 aprile 2002) prevede esplicitamente che i “punti di campionamento per la misurazione in siti fissi[…] destinati alla protezione della salute umana dovrebbero essere ubicati in modo da: 1) fornire dati sulle aree all’interno di zone ed agglomerati dove si raggiungono i più alti livelli a cui è probabile che la popolazione sia esposta, direttamente o indirettamente, per un periodo significativo in relazione al periodo di mediazione del(i) valore (i) limite”.

Intimano alle amministrazioni in indirizzo di ricomprendere nell’area critica di Brescia la centralina di Rezzato, l’unica effettivamente di traffico/industriale, e di attivare immediatamente le due nuove centraline di via Tartagliae di via Sabbioneta inBresciacittàtramite i necessari allacciamenti alle reti.
Diffidano le medesime amministrazioni dal procrastinare ulteriormente la messa in funzione delle due nuove centraline di via Tartagliae di via Sabbioneta inBresciacittà.
In difetto, formulano sin d’ora ogni più ampia riserva in ordine alla valutazione della ricorrenza di eventuali responsabilità, anche di natura personale ex art. 28 Cost., salva in ogni caso la considerazione di eventuali responsabilità personali di carattere penale, contabile ed amministrativa, ove ne ricorrano i presupposti.

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