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Discarica Castella 2: annullata la compatibilità ambientale

Una sentenza del consiglio di stato ha bloccato l'impianto. Ora la Provincia dovrà riaprire l'istruttoria.

(red.) Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Comune di Rezzato e ha annullato il giudizio positivo di compatibilità ambientale relativo alla discarica La Castella (chiamata dai residenti Castella 2), riformando la sentenza del Tar. Un risultato storico, che premia il lavoro e l’impegno portato avanti dalle Amministrazioni di Brescia, Castenedolo e Borgosatollo, che ad adiuvandum avevano ricorso allo stesso. Un risultato che premia la mobilitazione delle associazioni, dei CdQ, del CO.DI.SA e dei cittadini.

“Il giudice di appello ha condiviso, quindi, i dubbi di tutti gli enti intervenuti in merito alla non sufficiente valutazione degli effetti dannosi e delle criticità legate alla localizzazione della discarica, anche in correlazione al precedente diniego, già espresso dalla Regione, per l’impianto Castella 1.
Inoltre, ha ritenuto non adeguatamente approfondita l’opzione della cosiddetta “alternativa zero”, ossia la non realizzazione dell’impianto. Secondo la sentenza, infatti, per poter esprimere un giudizio positivo di compatibilità ambientale non è sufficiente che vi siano elementi tecnici genericamente non ostativi alla localizzazione, ma è necessario che l’autorità competente tenga conto degli effetti della collocazione dell’impianto sul territorio circostante e sulle sue prospettive di recupero e risanamento.

“La Provincia”, spiega una nota di Palazzo Loggia, “dovrà riaprire l’istruttoria e riprendere il procedimento dall’inizio: alla luce della sentenza, dovrà esprimersi in merito alla reale necessità di collocare una discarica in un territorio che i giudici definiscono “già gravemente pregiudicato a livello ambientale e sottoposto a fattori di rischio e di pressione fortemente impattanti”.
“Questa sentenza”, commentano il sindaco Emilio Del Bono e l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli, “conferma che la nostra Amministrazione, attuando interventi di compensazione ambientale in questa zona, ha imboccato la strada giusta, soprattutto con la cessazione dell’attività estrattiva e la realizzazione del Parco delle Cave. Si tratta di un territorio infatti che, in termini ambientali, ha già pagato un prezzo molto alto in passato. Un plauso va rivolto, inoltre, ai cittadini di Buffalora che, con tenacia e con coraggio, hanno portato avanti nel corso degli anni questa grande battaglia e che oggi finalmente vedono riconosciuta la loro ragione”.

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