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Montirone, cittadini contro il bitumificio. Dopo il flash mob le strategie

Ieri la protesta tra i cittadini (distanziati) in piazza e altri attraverso i social contro il nuovo impianto in previsione.

(red.) In 200 in piazza, per rispettare il distanziamento sociale, altri 1.000 attraverso i social network e chi si è espresso esponendo striscioni fuori dai balconi di casa. Sono i contenuti del flash mob annunciato e messo in campo ieri, domenica 19 luglio, a Montirone, nella bassa bresciana, contro il progetto avallato per realizzare un bitumificio all’ex cava Betulla. L’iniziativa è stata lanciata dal nuovo comitato “No bitumificio” avviato da pochi giorni e che si scaglia contro un impianto nel quale, ogni anno, dovrebbero essere lavorati fino a 240 mila tonnellate di scarti di cemento e altre 200 mila di asfalti.

La conferenza dei servizi ha dato il via libera dopo anche il benestare della Provincia di Brescia e sostanzialmente anche il “sì” dell’Ats di Brescia. Al contrario, aveva espresso degli elementi critici l’Arpa. Nella giornata di oggi, lunedì 20 luglio, il comitato si riunirà per definire le misure da mettere in campo, a partire da un incontro con il prefetto Attilio Visconti e un incontro pubblico con gli esperti. A favore delle posizioni dei cittadini contrari al nuovo impianto ci sono anche i due Comuni di Montirone e Borgosatollo.

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