Caffaro, magistrati: continua a inquinare e barriera non è adeguata

Cromo e mercurio sopra i limiti di legge e barriera idraulica non funziona a dovere. Come emerso nel 2013 e 2014.

(red.) Nelle ultime settimane la procura di Brescia ha preso in mano l’indagine che era stata aperta tra il 2013 e il 2014 relativa alla situazione ambientale della Caffaro e con accuse per inquinamento e disastro ambientale. Per quell’inchiesta diversi soggetti sono stati iscritti nel registro degli indagati, tra i quali il commissario straordinario Roberto Moreni. Ma nelle ore precedenti a giovedì 2 luglio i magistrati che hanno preso in carico il fascicolo mettono ancora in risalto la pericolosità del sito industriale di via Milano.

Infatti, lo stabilimento continua a inquinare con cromo e mercurio sopra i limiti consentiti dalla legge, mentre la barriera idraulica chiamata ad evitare la diffusione dell’inquinamento nella falda sotterranea non starebbe funzionando in modo adeguato. In pratica i magistrati hanno evidenziato come negli ultimi sette anni la situazione non sarebbe cambiata e quindi la Caffaro stia continuando a produrre i suoi effetti negativi.

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