Carpenedolo, scarichi illeciti: sequestrato il caseificio sociale

Ieri gli agenti hanno posto i sigilli all'impianto di via XX Settembre. La realtà era stata premiata per la sua storia.

(red.) L’azienda era stata anche premiata dal Comune per i suoi 80 anni di storia trascorsi con passione e lavoro nella produzione del formaggio Grana Padano. Ieri, giovedì 11 giugno, per il Caseificio sociale di via XX Settembre a Carpenedolo, nella bassa bresciana, è invece scattato il sequestro. Gli uomini del gruppo reati ambientali della Polizia giudiziaria, su disposizione del pm Ambrogio Cassiani, hanno raggiunto l’edificio e posto i sigilli all’impianto che quindi dovrà restare fermo.

L’accusa nei confronti della storica realtà è di aver scaricato i reflui residui delle lavorazioni direttamente nel sistema fognario. La procura di Brescia sarebbe venuta a capo di una situazione che vede da anni il caseificio lavorare senza alcuna forma di depurazione e nemmeno strumenti di filtraggio per evitare che i scarti finiscano nella rete pubblica.

Nei giorni precedenti, proprio nel sistema fognario erano state trovate alte concentrazioni di inquinanti. Da qui si è risaliti al caseificio che ha ricevuto i sigilli, portando anche a iscrivere il titolare nel registro degli indagati.

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