Emendamento Legge 26/93, “i bracconieri ringrazieranno”

Alberti (M5S): "Garantisce l’impunità dei bracconieri della migratoria protetta delle valli bresciane e bergamasche".

(red.) Il consigliere regionale, Ferdinando Alberti (M5S), replica alle parole del consigliere Floriano Massardi (Lega) circa il previsto obbligo per le guardie venatorie di indossare indumenti ad alta visibilità, che verrà votato definitivamente in Consiglio regionale martedì 19 maggio: “Innanzitutto nel comunicato di Massardi si legge che il testo verrà votato in Aula martedì prossimo, ma non è vero, in quanto lo sarà martedì 19, evidentemente Massardi non conosce nemmeno gli ordini del giorno del Consiglio Regionale. Ma questo è il meno: il suo comunicato fa capire ampiamente quale è l’obiettivo di questa disposizione”.

Spiega Alberti: “Per Massardi dotare le guardie venatorie di indumenti e copricapi ad alta visibilità serve per la loro sicurezza ed incolumità, ricordando che la maggior parte degli incidenti di caccia avvengono per la caccia agli ungulati, cinghiali in particolare; sulla pericolosità della caccia al cinghiale ha ragione, e concordiamo con l’obbligare i cacciatori ad indossare indumenti ad alta visibilità. Ma il problema, come Massardi ben sa, è un altro: la norma obbliga tutte le guardie venatorie ad indossare quegli abiti e verso tutte le pratiche venatorie, compresa evidentemente quella verso l’avifauna migratoria, da appostamento o vagante, ossia il tipo di caccia molto comune nelle province di Brescia e Bergamo e nel cui ambito vengono individuati la maggior parte dei reati di bracconaggio”.

Continua Alberti: “Basta pensare alle migliaia di uccelli di specie protette che vengono uccise ogni anno nelle nostre valli dai bracconieri, numerosissimi, non solo a fucilate, ma con le reti illegali, e che possono essere scoperti dalle guardie solo dopo lunghi appostamenti, ben nascosti per cogliere in flagrante il bracconiere e accumulare prove. Evidentemente questo lavoro di osservazione senza essere visti sarà praticamente impossibile con questa disposizione. Le guardie venatorie che controllano i bracconieri della migratoria non hanno bisogno di maggiore sicurezza, perchè questo tipo di caccia è la meno pericolosa, nessuna guardia ha subito fucilate, e chi spara quasi sempre spara in aria e non ad altezza uomo. E molti reati avvengono per mezzo delle reti, non col fucile”.

Conclude Alberti: “Questa norma di Massardi, con la perfetta scusa per la sicurezza delle guardie contro le fucilate dei cacciatori di cinghiali, nella realtà garantisce l’impunità dei bracconieri della migratoria protetta delle valli bresciane e bergamasche: un provvedimento palesemente ad hoc. Se non fosse così, sfido Massardi a fare una cosa: emendare in Aula il testo per specificare che l’obbligo per le guardie venatorie di indossare indumenti e copricapi ad alta visibilità riguarda solo quelle impegnate nei controlli alla caccia al cinghiale”.

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