Calcinato, sequestrata discarica di rifiuti verso Africa. Due arrestati

Blitz carabinieri forestali. Due container sono stati bloccati al porto di Genova. Erano stati caricati nel bresciano.

(red.) Nelle ore precedenti a mercoledì 12 febbraio i carabinieri forestali hanno scovato un capannone a Calcinato, nella bassa bresciana, all’interno del quale erano stati stoccati diversi rifiuti e materiali che poi sarebbero stati destinati in Africa. Non quantità di poco conto, ma migliaia di tonnellate di scarti arraffati da isole ecologiche, piazze di auto demolizione e di altro genere che venivano dislocati proprio a Calcinato e da qui, a bordo di container, venivano inviati al porto di Genova per muoversi attraverso il mare in direzione Ghana.

Giunti a destinazione, venivano impiegati i bambini all’interno delle discariche per analizzare i rifiuti e asportare quanto più metallo possibile per poi rivenderlo sul territorio. Tutto questo, ovviamente, senza alcuna autorizzazione né misura di sicurezza. A scoprire la discarica abusiva nel paese bresciano è stato il gruppo coordinato dal pubblico ministero di Brescia Ambrogio Cassiani alla ricerca di cave di rifiuti illecite disseminate in provincia. E nei guai sono finiti due cittadini nordafricani di 41 e 42 anni che per cinque mesi sono stati controllati nei loro movimenti attraverso una serie di telecamere poste in luoghi strategici.

I due, secondo l’accusa e probabilmente d’intesa con i proprietari e altri soggetti, raccoglievano i rifiuti dalle isole ecologiche dei Comuni e dalle piazze delle aziende senza far pagare loro alcun costo di smaltimento. I materiali sarebbero poi stati accumulati nel capannone scovato a Calcinato e anche all’esterno, sotto le tettoie nelle pertinenze. Un lavoro continuo che poi vedeva arrivare in zona alcuni container da caricare. E c’era spazio per elettrodomestici, computer, pezzi di ricambio dei veicoli, televisori, batterie esauste, rottami e pneumatici.

Per i due nordafricani sono arrivati gli arresti, di cui uno ai domiciliari e l’altro con obbligo di firma. E di fronte al fatto che alle imprese compiacenti non veniva chiesto alcun costo di smaltimento, i due invece incassavano un guadagno da quell’attività di contrabbando. L’indagine che ha portato a scoprire il traffico internazionale di rifiuti è stata portata avanti dai carabinieri forestali attraverso sistemi di gps con cui due container sono stati bloccati al porto di Genova prima che venissero inviati in Ghana. A questo punto i militari stanno continuando a indagare per risalire anche ai complici di questa immensa attività illecita.

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