Caffaro, Ats: “Pericoli per operai da contatto con parti dismesse”

L'Agenzia ha presentato un esposto intimando alla società di demolire entro 90 giorni le parti abbandonate.

(red.) Nelle settimane precedenti a giovedì 12 dicembre i 55 addetti della Caffaro Brescia sono tornati regolarmente al lavoro dopo che il Tar ha sospeso l’ordinanza di fermo dei lavori disposta dalla Provincia. E’ stato dimostrato che gli operai non incorrono in alcun problema di salute all’interno degli ambienti di lavoro. Tuttavia, ieri, mercoledì 11, è emerso un altro elemento. Il fatto che gli addetti siano operativi all’interno di un quarto degli spazi sui quali è disposta la sede di via Milano, non toglie l’idea che gli stessi vadano a contatto anche con il resto delle aree abbandonate da tempo e dismesse.

E su questo fronte ci sono dei pericoli, tanto che l’Agenzia di Tutela della Salute ha presentato un esposto intimando alla Caffaro di sistemare il sito a livello edilizio nell’arco di tre mesi. La conferma di questo arriva dal direttore generale Claudio Sileo, mentre non c’è alcun timore per chi opera negli ambienti di lavoro. E a questo si aggiunge un’altra notizia positiva. I sindaci di Brescia, Capriano del Colle, Castelmella e Flero potranno rendere meno impattanti le loro ordinanze sui divieti di coltivazione.

Infatti, le aree agricole stanno tornando alla normalità e i prodotti non assorbono più pcb. A proposito della Caffaro, si rileva anche come la società sia attenta alla salute dei suoi dipendenti. Ora, come detto, dovrà mettere mano alla struttura edilizia dismessa e più prossima all’area di lavoro per compiere una serie di interventi. Al momento con le risorse che anticiperà e nel piano di demolizione di cui è incaricata Aecom verso il piano di bonifica. Nel frattempo, a proposito del piano di risanamento del sito industriale martedì 17 dicembre è convocata una conferenza dei servizi con il parere anche dell’Arpa.

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