Bracconaggio, gli ultimi interventi condotti dai forestali

Diversi cacciatori sono finiti nel mirino nei giorni scorsi e anche nel mese di novembre. Ecco le operazioni.

(red.) Nei giorni precedenti a lunedì 2 dicembre e nel corso di tutto il mese di novembre i carabinieri forestali della stazione di Vobarno sono stati impegnati in una serie di controlli per il contrasto del bracconaggio e degli illeciti venatori nel bresciano. Il caso più recente, di sabato mattina 30 novembre, riguarda un 62enne di Agnosine che è stato denunciato perché sorpreso a cacciare da un appostamento fisso a Binzago con tredici richiami vivi non consentiti, tutti senza anello identificativo e appartenuti a specie protette. Tra l’altro il cacciatore aveva anche abbattuto un esemplare di avifauna protetto e sequestrato insieme al resto della selvaggina e al fucile con le munizioni.

L’uomo è stato anche sanzionato di 154 euro perché non aveva annotato sul proprio tesserino regionale gli esemplari di fauna cacciata. In un altro caso, il 28 novembre, un 25enne di Roncadelle è stato denunciato per furto aggravato ai danni dello Stato e maltrattamento aggravato di animali. Il giovane cacciava uccelli a Noce di Brescia con due reti e con le quali aveva già catturato altri esemplari protetti. Tra l’altro il ragazzo era recidivo per essere già stato denunciato due volte per lo stesso motivo in agosto e lo scorso ottobre e ora rischia la detenzione.

Sempre i forestali di Vobarno hanno fermato altri tre cacciatori a novembre. Uno di loro è un 60enne di Brescia che aveva abbattuto specie protette dal suo appostamento fisso e deteneva in modo illecito alcuni esemplari vivi protetti al Giovo di Provaglio Val Sabbia. In un altro caso un 49enne di Preseglie non aveva custodito il proprio fucile lasciandolo sulla sua auto non chiusa e lungo la strada. Nei guai anche un 68enne di Bione che aveva cercato di fuggire a un controllo e senza dare le proprie generalità.

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