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Cambiamento climatico, “dalla Ue pessimo esempio”

Danilo Oscar Lancini è intervenuto durante la plenaria di Strasburgo "mettendo in luce l'ipocrisia delle istituzioni europee".

(red.) Danilo Oscar Lancini è intervenuto durante la plenaria di Strasburgo mettendo in luce l’ipocrisia delle istituzioni UE sul tema della lotta al cambiamento climatico.
“Mentre si chiedono sacrifici gravosi a Stati, cittadini ed imprese – ricorda Lancini – è proprio il Parlamento Europeo a dare per primo un pessimo esempio. Quanta CO2 e quante risorse vengono costantemente sprecate per mantenere entrambe le sedi, quella di Bruxelles e quella di Strasburgo? Pensate ai costi economici, agli spostamenti periodici di migliaia di persone, mezzi e materiali e le relative emissioni. Altro che neutralità climatica! L’Unione Europea pretende di essere green solo quando tocca agli altri pagare, mentre poi fa orecchie da mercante. Come pensiamo di essere veramente credibili agli occhi del mondo?”

Lancini ha pertanto indirizzato la seguente interrogazione al Consiglio Europeo. “L’UE è da tempo impegnata nelle politiche di riduzione dei gas serra e vi è l’impegno, da parte del futuro Commissario al Green Deal Europeo, di superare gli obiettivi degli Accordi di Parigi, raggiungendo la neutralità climatica entro il 2050, obiettivo estremamente ambizioso ed oneroso per i Paesi Membri, le imprese ed i cittadini.

Secondo stime della Corte dei Conti dell’UE, il mantenimento della sede del Parlamento Europeo sia a Strasburgo, sia a Bruxelles, genera 114 milioni di euro di costi l’anno per i soli trasferimenti: lungo l’asse che divide le due città si muovono 5mila persone più volte al mese. Le emissioni generate dagli spostamenti di persone, mezzi e documenti sono stimate in circa 19.000 tonnellate di CO2 l’anno. Alla luce di quanto esposto, si chiede al Consiglio Europeo se non ritenga che il perdurare di una simile situazione non vada a minare profondamente la credibilità delle Istituzioni Europee nell’affrontare seriamente il cambiamento climatico. Si chiede altresì quali iniziative intenda prendere il Consiglio Europeo per risolvere al più presto il problema della duplicazione delle sedi, superando anche eventuali veti”.

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