Macogna, Tar dà ragione al gestore della discarica

I quattro paesi tra i quali si trova la cava avevano impedito all'impresa di ampliare lo spazio e di mettere in sicurezza la strada di accesso dei camion.

Più informazioni su

(red.) La cava Macogna, incastonata tra i paesi bresciani di Travagliato, Berlingo, Rovato e Cazzago San Martino e destinata a ospitare rifiuti inerti, ha superato un altro ostacolo. Infatti, il Tar (sentenza)ha accolto il ricorso della Eredi Compagnia Nazionale che dal 2017, al posto della Drr, gestisce la discarica. E di conseguenza vengono annullate le delibere dei quattro paesi che avevano negato l’ampliamento dell’area e la messa in sicurezza della strada dove dovrebbero passare i mezzi pesanti per stoccare i rifiuti.

Dall’autorizzazione integrata ambientale della Provincia e secondo la valutazione d’impatto, infatti, al massimo ogni giorno possono muoversi 70 veicoli verso la cava. E a questo punto le stesse amministrazioni locali dovranno convocare una nuova Conferenza dei servizi entro un mese per ridefinire il progetto. E nel caso, gli stessi enti potranno discutere solo se il Consiglio di Stato dovesse accogliere il loro ricorso contro il Tar che aveva accolto la deroga ai limiti di concentrazione di eluato nella cava. Il nuovo progetto che uscirà dalla conferenza dei servizi potrebbe costare di più, ma dal tribunale amministrativo si impone che non sia eccessivo per impedire l’attività della discarica.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.