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Chiese inquinato, caso finisce alla magistratura

L'Arpa ha concluso un mese di controlli sul fiume e inviato la relazione alla procura di Brescia che valuterà l'apertura di un'inchiesta contro ignoti.

(red.) Il caso dell’inquinamento del fiume Chiese nella bassa bresciana, con la moria di pesci e l’acqua maleodorante che ha assunto un colore giallo, finirà alla procura di Brescia per decidere se aprire un’inchiesta contro ignoti. L’agenzia regionale protezione ambiente (Arpa) ha concluso la fase di campionamenti durata un mese nei pressi dei punti in cui si erano verificati gli episodi che hanno minato il corso d’acqua.

Dalle prime sensazioni, sembra che all’interno del Chiese qualcuno abbia sversato dei materiali industriali oltre i limiti permessi dalla legge. Nel frattempo sulla zona tra Montichiari e i paesi vicini lungo il fiume è stato già disposto dalla fine di giugno il divieto di balneazione e pesca. Ma l’acqua sotto il ponte di Borgosotto, sempre a Montichiari, resta ancora gialla e dal cattivo odore. Segno che non è stata trovata la fonte di inquinamento.

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