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Lombardia, approvata una legge sui cinghiali

Fissato fino al 30% di risarcimenti per chi ha subito danni, divisione delle zone in cui sono consentiti questi animali e i prelievi venatori delle specie.

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(red.) Nella seduta di martedì 11 luglio il consiglio regionale della Lombardia ha approvato (51 favorevoli e 10 contrari) una nuova legge per la gestione e il contenimento dei cinghiali. Il relatore bresciano Alessandro Sala parla di un provvedimento che fa sintesi tra le richieste degli agricoltori e le istanze delle associazioni animaliste e venatorie.

La legge prevede di risarcire fino al 30% i danni che gli ungulati hanno causato sulle aree dove è permessa la caccia. Dal punto di vista economico, si parla di 300 mila euro all’anno nel triennio 2017-19 proprio per i risarcimenti. Il provvedimento prevede anche che il Pirellone divida il territorio regionale in zone dove i cinghiali sono, o meno, consentiti. Poi anche le regole sul recupero di questi animali feriti e delle carcasse.

A livello lombardo, tra le province di Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Sondrio e Varese si contano circa 6 mila cinghiali e 4 mila nella zona del pavese. Nell’arco di undici anni, dal 2004 al 2015, si sono contati 6.500 eventi di danni causati dai cinghiali e che hanno portato a risarcimenti per 2,5 milioni di euro, le somme che in quel periodo erano disponibili.

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