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Macogna, nuovo esposto dei contrari in procura

I cittadini che non vogliono la discarica hanno depositato un documento con foto sulle condizioni della cava. Mentre sta per ripartire il nuovo stoccaggio.

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(red.) Si torna a parlare dell’ex cava Macogna, l’attuale discarica attiva tra Cazzago San Martino, Rovato, Berlingo e Travagliato autorizzata a ospitare fino a 1,3 milioni di metri cubi di rifiuti inerti. L’occasione che fa rientrare il sito all’interno del dibattito è un esposto presentato dal comitato “No Macogna” e firmato da più di 700 cittadini dei paesi tra i quali si trova la cava. La Provincia di Brescia ha già autorizzato il triplicamento dell’eluato, mentre la Regione Lombardia aveva fornito tutte le indicazioni.

Così la ditta Drr, proprietaria della cava, ha terminato le procedure e può riprendere di nuovo lo stoccaggio. Ma dall’altra parte deve fare i conti proprio con il comitato che lunedì 27 febbraio si è presentato alla procura di Brescia mostrando il documento. Allegate ci sono anche diverse fotografie che attestano le condizioni, ritenute pessime, dei pozzi di raccolta dei liquidi, dei piezometri e sul percolato.

L’esposto, tra l’altro, segue i ricorsi che avevano già presentato i comuni intorno alla cava, ma che si erano visti respingere dal Tar di Brescia. Lo stesso gruppo di cittadini si chiede anche a che punto siano arrivate le indagini dopo la scoperta nel 2015, rilevata dagli stessi residenti e poi certificata dall’Arpa, di concentrazioni di elementi inquinanti oltre i limiti di legge consentiti.

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