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Gli anfibi del Guglielmo fanno scuola: un articolo sul Biological Conservation

Interessante ricerca pubblicata sulla rivista scientifica: la conservazione degli habitat di alta quota fondamentale per il futuro.

(red.) Recentemente la rivista scientifica internazionale Biological Conservation ha pubblicato un articolo intitolato “The upward elevational shift of pond breeding amphibians following climate warming” che parla del Monte Guglielmo e di alcuni dei suoi abitanti più interessanti: gli anfibi (vedi: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320720309691).

Gli anfibi del monte Guglielmo in un articolo su Biological Conservation

Biological Conservation è una pubblicazione di riferimento per la comunità scientifica internazionale e pubblica articoli che vengono letti dai biologi della conservazione di tutto il mondo.
Oggetto della pubblicazione, è la risposta delle popolazioni di anfibi all’incremento di temperature registrato nell’area negli ultimi decenni: una probabile conseguenza del riscaldamento climatico globale che interessa con particolare intensità la regione alpina.
A causa dell’aumento delle temperature, molti animali stanno cambiando la loro distribuzione alla ricerca di climi più freschi, spostandosi più a nord o a maggiore quota. Per gli organismi con maggiore facilità di movimento (come gli uccelli), spostarsi è facile, ma le popolazioni di anfibi possono impiegare anni a percorrere piccolissime distanze. Per questo, potrebbero essere incapaci di rincorrere la loro “nicchia climatica” spostandosi verso Nord.

Gli anfibi del monte Guglielmo in un articolo su Biological Conservation

Grazie ai monitoraggi pluriennali a lungo termine condotti dagli autori presso l’ARE Monte Guglielmo, è stato possibile dimostrare con rigore scientifico che gli anfibi sono invece capaci di rispondere ai cambiamenti climatici spostandosi verso l’alto. Le aree montane infatti offrono una maggiore variabilità di climi lungo distanze brevi, compatibili con la capacità di spostamento degli anfibi.
La lezione che gli autori traggono dal caso di studio del Monte Guglielmo è che le montagne serviranno da “rifugio freddo” per molte specie che sfuggono i cambiamenti climatici e in modo particolare per quelle incapaci di spostamenti veloci, come gli anfibi. Tuttavia, sarà necessario preservare le montagne e permettere agli organismi di pianura di percorrere gli spazi che li separano da questi rifugi, lungo i così detti corridoi ecologici.
Dal Monte Guglielmo arrivano perciò una buona notizia e un monito per gli amanti della natura: gli anfibi “sanno” far fronte al clima che cambia, ma avranno bisogno di impegno per la conservazione degli habitat di alta quota e di aree naturali liberamente percorribili che uniscano la pianura alle montagne. 

Gli anfibi del monte Guglielmo in un articolo su Biological Conservation

INFORMAZIONI UTILI
Biological Conservation è una tra le riviste scientifiche di conservazione della natura più
prestigiose e lette all’interno della comunità scientifica internazionale. Gli articoli pubblicati in questa rivista hanno un’alta visibilità all’interno del mondo della conservazione.
ARE Monte Guglielmo. Il 10 Marzo 2016, la Societas Herpetologica Italica (S.H.I) ha istituito l’Area di Rilevanza Erpetologica “A.R.E. Monte Guglielmo”. Questo riconoscimento è rilasciato a aree che presentino importanti popolazioni di anfibi e rettili e in particolare popolazioni di specie protette dalla legislazione Europea (Direttiva Habitat). Il monte Guglielmo presenta importanti popolazioni di tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e alcune segnalazioni del raro ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), oltre a popolazioni di rana montana (Rana temporaria), salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e rospo comune (Bufo bufo). Il riconoscimento non implica un regime di protezione dell’area, ma sottolinea la sua importanza per la coservazione di specie e habitat protetti a livello europeo e nazionale.
La Societas Herpetologica Italica (www-3.unipv.it/webshi/)è un’associazione scientifica che promuove la ricerca e la conservazione di anfibi e rettili e dei loro habitat .
Rocco Tiberti è un naturalista di origine saretina. Lavora come assegnista di ricerca presso l’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR) ed è dottore di ricerca in ecologia sperimentale.
Marco Mangiacotti è un naturalista e ricercatore milanese. Collabora con l’Università di Pavia, è capo editore della rivista scientifica della Societas Herpetologica Italica “Acta Herpetologica” ed è dottore di ricerca in ecologia sperimentale.
Rolando Bennati è un erpetologo bresciano affiliato al Centro Studi Naturalistici Bresciani. Da anni è impegnato per la conservazione di anfibi e rettili della provincia di Brescia e nella divulgazione naturalistica.

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