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No al bitumificio di Montirone: flash-mob davanti alla Provincia

Manifestazione delle t-shirt bianche contro l'impianto da costruire in Cava Betulla. Pronto il ricorso al Tar del Comitato spontaneo. Incontri con i sindaci della zona.

(red.) Quel bitumificio non s’ha da fare, dice il comitato spontaneo dei cittadini di Montirone che – con le sue t-shirt bianche – sta cavalcando la protesta popolare per bloccare l’insediamento considerato inquinante. E per dare più spessore alla propria azione ha deciso di esportare la battaglia dalla Bassa in città.
Sabato mattina alle 10,30 il comitato «Bitumificio? No, grazie» ha organizzato un flash-mob di fronte la sede della Provincia di via Milano 13 per esprimere il proprio dissenso contro la realizzazione in Cava Betulla dell’impianto destinato a produrre 440 mila tonnellate l’anno tra conglomerati cementizi e bituminosi nell’Ate 36.
Intanto, con l’appoggio di Legambiente, è stato preparato il ricorso al Tar per impugnare l’autorizzazione concessa dalla Provincia al bitumificio, segnalando le criticità potenziali evidenziate anche dall’Arpa (l’agenzia regionale per l’ambiente) e riguardanti  i possibili effetti del progetto sulla qualità dell’aria, sul rumore e sull’equilibrio idrogeologico della zona.
Secondo notizie di stampa, una delegazione guidata dal presidente del comitato Marco Girelli sta incontrando gli amministratori della zona, come il sindaco di Ghedi Federico Casali al quale ha reso nota la preoccupazione per il bitumificio che sorgerà vicino al territorio di Ghedi. Tanto più che l’impianto rischia di aggiungersi ad altre criticità come la prossima apertura della discarica Edilquattro al confine con Castenedolo, sempre a Ghedi.
Nei giorni precedenti il comitato aveva incontrato i sindaci di Montirone, Borgosatollo, Bagnolo Mella e Poncarale.

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