Filiera del latte: previsioni per il futuro incerte, richiesto il Tavolo latte al Ministero

Inflazione, guerre, calo dei consumi e tassi d'interesse impatteranno sul settore. Intanto la posizione di Italatte e Lactalis preoccupa gli allevatori.

Confagricoltura Brescia lancia un monito per quanto riguarda la filiera del latte, settore fondamentale per l’economia della provincia, la prima in Italia per produzione di latte. Si tratta di una situazione da monitorare, per il momento il prezzo pare tenere ma le previsioni per il futuro sono preoccupanti. Ad allarmare i produttori sono più che altro fattori esterni: l’inflazione, l’aumento dei tassi d’interesse, il costo del lavoro e i conflitti in atto nel mondo, che rendono instabile il quadro geopolitico e i mercati.
Se da un lato i costi produttivi risultano in diminuzione, dall’altro sono salite le quotazioni di alcune materie prime per l’alimentazione del bestiame. Il rallentamento economico a livello europeo dovrebbe poi portare a un impatto negativo, con il rischio di una contrazione produttiva e di una caduta dei consumi che, peraltro, segnano già una lieve diminuzione.
Anche per questo Confagricoltura ha chiesto al ministero dell’Agricoltura una riunione del Tavolo latte, per discutere con tutte le parti della filiera l’andamento del mercato, a partire dai prezzi riconosciuti agli allevatori. “Stiamo attraversando una complicata fase economica – afferma Luigi Barbieri, consigliere di Confagricoltura Brescia – aggravata dall’instabilità geopolitica in atto. È il momento di avviare una profonda riflessione che consenta di individuare le soluzioni più efficaci per affrontare i prossimi mesi”.
A destare preoccupazione è anche la posizione di Lactalis, che ha disdetto i contratti di raccolta alle aziende produttrici, dando il via alla contrattazione alla stalla. Italatte, azienda del gruppo, non ha rinnovato l’accordo per l’annualità successiva e Lactalis sta contattando le singole aziende per proporre un accordo di fornitura 2024. “Su questo punto ci stiamo spendendo a tutti i livelli – dichiara Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia – perché non ci siano ricadute sui nostri associati. L’attenzione sul settore è massima e siamo preoccupati”.
A confortare il settore bresciano sono, come sempre, due fattori: la tenuta del Grana Padano e la solidità della cooperazione, che permetterà di spuntare qualcosa in più sul prezzo del latte rispetto a quanto proposto da Italatte.

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