Cooperativa Produttori latte Brescia: 226.187 ettolitri nel 2021

Nel 2021 è aumentata la qualità del prodotto conferito, oltre alla quantità e alla remunerazione media. Ma le tensioni sulle materie prime minacciano il settore. Confermato per altri tre anni il presidente Frattini.

Brescia. Un bilancio positivo, con tutti i valori in crescita rispetto al 2020, nonostante il periodo difficile che il mondo zootecnico, e più in generale l’agricoltura, sta affrontando da almeno un paio d’anni. La cooperativa Produttori Latte del comune di Brescia, con i suoi sedici soci, ha celebrato, nel pomeriggio di lunedì 16 maggio 2022, l’assemblea di bilancio, certificando nel 2021 una crescita complessiva, a livello di conferimento del latte, del più 3,72 per cento e un aumento della remunerazione del latte del 10,81 per cento rispetto al 2020.
È salita anche la qualità media liquidata dalla cooperativa, con un più 4,21 per cento sull’anno precedente. Nello specifico, nel 2021 i soci hanno conferito 226.187 ettolitri di latte, di cui 113.014 sono andati alle cooperative e 113.173 ai caseifici industriali. La remunerazione del latte dei soci cooperatori è stata di 439,86 euro ogni mille litri, qualità media compresa ed Iva esclusa.
Per il presidente Roberto Frattini si tratta di numeri confortanti, nonostante le enormi criticità che gli allevatori stanno vivendo. “I risultati della nostra cooperativa confermano l’efficacia del modello cooperativo”, ha detto Frattini, “e dimostrano come la scelta di aggregarsi continui a garantire remunerazioni più alte rispetto alla media del latte industriale. Il latte conferito è prevalentemente destinato alla produzione di Grana Padano Dop: è questo che ci ha consentito, nel corso degli anni, di spuntare remunerazioni della nostra materia prima decisamente superiori rispetto alle vendite di latte a uso alimentare”.
Lo scorso anno le quotazioni del Grana Padano sono state decisamente superiori rispetto al 2020: la categoria “9 mesi” ha registrato performance di rilievo, con una media di 7,32 euro al chilogrammo rispetto ai 6,86 del 2020.
Più in generale, il 2021 ha visto un primo semestre in cui le restrizioni Covid hanno causato una contrazione generale dei prezzi e dei consumi e un secondo con una netta svolta nelle quotazioni dei prodotti caseari. Ma è quanto accaduto negli ultimi mesi dell’anno, con prosecuzione anche nel primo scampolo di 2022, a preoccupare fortemente. Stiamo parlando delle forti tensioni per i costi di produzione.
L’incontrollato aumento dei costi ha colpito anche il settore primario, a causa della crescita della materie prime per l’alimentazione delle vacche (mais e soia in particolare), dei fattori produttivi agronomici, del gasolio, dell’energia e di tutto il resto, erodendo gli incrementi delle quotazioni registrati nella seconda parte dell’anno. La guerra in Ucraina sta poi incidendo negativamente su una situazione già critica.
L’assemblea giunge al termine del mandato triennale del cda guidato da Roberto Frattini. I soci, unanimi, hanno deciso di rinnovargli la fiducia: a guidare la cooperativa Produttori Latte del comune di Brescia per i prossimi tre anni sarà sempre Frattini.

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