Emergenza siccità, i comuni bresciani in ordine sparso

Dopo l'allarme della Regione e in attesa delle decisioni del governo, una ventina di amministrazioni hanno già emesso ordinanze restrittive, alcune si preparano a farlo, altre invece stanno monitorando la situazione.

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Brescia. Dopo l’ordinanza del governatore della Lombardia Attilio Fontana che, decretando l’emergenza idrica fino al 30 settembre, ha raccomandato un uso parsimonioso e senza sprechi dell’acqua e in attesa di decisioni del governo nazionale (che sta valutando interventi restrittivi per l’emergenza siccità) sono molti i comuni della provincia di Brescia ad aver già reagito, mentre altri si stanno preparando.  Alcuni con ordinanze restrittive, che interessano tutti i cittadini oppure solo le pertinenze municipali come i parchi pubblici, altri con la mano più leggera, limitandosi a raccomandare un uso attento dell’acqua. L’obiettivo è evitare i comportamenti spreconi di una risorsa pubblica ormai preziosa dopo i mesi di siccità invernale: non lavare le auto con l’acqua dell’acquedotto, non riempire le piscine, fare attenzione a irrigare prati e orti. Ma i comuni più in difficoltà, come quelli che vivono di turismo oppure di agricoltura, hanno finora scelto una linea attendista.
Facciamo qualche esempio. Nel capoluogo, Brescia, la situazione viene monitorata, ma per ora non ci sono stati interventi: se ne discuterà la prossima settimana.
A Iseo, un’ordinanza è prevista per l’inizio della settimana prossima. Discorso simile a Bedizzole. Anche l’amministrazione di Montichiari non si è ancora mossa, ma si prepara a farlo.
Niente ordinanze invece a Gavardo, dove c’è stata solo una raccomandazione a evitare sprechi in casa, con la sospensione delle irrigazioni dei parchi pubblici.
A Lodrino l’ordinanza è stata firmata il 21 giugno. A Borno da mesi un’ordinanza che impone di bollire l’acqua e di usarla solo per l’alimentare e le necessità igienico-sanitario. A Piancogno ogni notte l’erogazione dell’acqua è sospesa dalle 24 alle 7 per consentire l’accumulo nel pozzo dell’acquedotto.
Restando in Valcamonica, ordinanze restrittive e anti spreco sono già in vigore ad Artogne, Breno, Cerveno, Capo di Ponte, Cividate Camuno, Darfo, Gianico, LosineNiardo. Invece Berzo Demo sta monitorando la situazione.
Nella Bassa i primi cittadini di Isorella, Gambara e Remedello sono pronti, ma stanno ancora valutando il da farsi in base agli sviluppi del clima e delle risorse idriche.
Tra Sebino e Franciacorta i primi a intervenire con ordinanze restrittive sono stati Gussago Cologne. Citando in ordine sparso, ordinanze sono in vigore a Borgosatollo, Calvisano, Orzinuovi, Casto, Idro, Pertica Alta, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Soiano.

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