Agricoltura bresciana, l’estate estrema può costare fino a 250 milioni di euro

Caldo record, siccità e fenomeni violenti hanno colpito colture e allevamenti. Le organizzazioni agricole stimano perdite tra 100 e 250 milioni di euro.

Brescia. Il conto dell’ “estate estrema” rischia di essere particolarmente pesante per l’agricoltura bresciana.
Caldo intenso, siccità, grandinate, piogge torrenziali e forti raffiche di vento hanno colpito coltivazioni, strutture e allevamenti, con una prima stima dei danni che oscilla tra i 100 e i 250 milioni di euro. Una forbice ancora ampia, legata alla difficoltà di quantificare gli effetti complessivi di una stagione caratterizzata da condizioni meteorologiche eccezionali e dalle ripercussioni che potrebbero manifestarsi anche nei prossimi mesi.
A livello nazionale, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, i danni provocati dal maltempo e dalle temperature estreme durante l’estate hanno già superato i 2 miliardi di euro.

agricoltura maltempo

Tra luglio e agosto le temperature hanno oltrepassato i 35 gradi in circa due giornate su tre, mentre nel Nord-Ovest le precipitazioni sono risultate inferiori di quasi il 50% rispetto alla media stagionale. Una combinazione che ha colpito le colture nei momenti più delicati del loro ciclo, riportando le previsioni sulle rese su livelli paragonabili alle annate difficili del 2003 e del 2022, con una riduzione complessiva stimata attorno al 15% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.
Nel Bresciano, Coldiretti stima al momento perdite nell’ordine dei 100 milioni di euro. Una valutazione prudenziale che comprende i danni alle colture e alle strutture, tra pannelli fotovoltaici, coperture di stalle e serre, ma anche le conseguenze sulla zootecnia da latte.
Per gli allevamenti, il calo produttivo potrebbe infatti variare tra il 5 e il 20%, con differenze legate anche alla dotazione tecnologica delle singole aziende e alla capacità degli impianti di attenuare gli effetti delle alte temperature sugli animali.

allevamento bovini mucche mungitura

Le conseguenze del caldo, inoltre, potrebbero protrarsi oltre la fine dell’estate. Le alte temperature possono infatti incidere anche nel medio e lungo periodo, aumentando il rischio di problematiche sanitarie negli allevamenti, tra cui le mastiti, e influendo sulla fertilità. Per questo gli effetti dell’ondata di caldo potrebbero continuare a farsi sentire fino all’autunno inoltrato.
Particolarmente esposto è anche il comparto del mais, coltura centrale nell’agricoltura bresciana con oltre 70mila ettari coltivati. Grandinate e siccità hanno inciso sulle produzioni, mentre l’andamento climatico ha favorito anche la presenza di micotossine. Con la raccolta ancora in corso, saranno quindi necessari controlli per verificare i livelli presenti e valutare eventuali ripercussioni sulla destinazione del prodotto e sulla sostenibilità economica delle aziende.
A preoccupare è soprattutto la combinazione di fattori: non soltanto una riduzione delle quantità, ma anche possibili problemi sulla qualità delle produzioni. L’estate 2026 ha evidenziato ancora una volta quanto siccità, temperature elevate e fenomeni atmosferici sempre più intensi stiano aumentando la pressione sulle imprese agricole.
Ancora più pesante è la prospettiva delineata da Confagricoltura Brescia. L’organizzazione, considerando anche i danni alle strutture ancora da quantificare, stima che le perdite sulla produzione possano arrivare fino al 12% del valore complessivo del comparto, con un passivo potenziale che potrebbe raggiungere i 250 milioni di euro.

Grandine-maltempo-brescia

Tra i settori maggiormente esposti figura la zootecnia, che nel 2025 aveva raggiunto un valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro. Una riduzione produttiva nell’ordine del 10% significherebbe, secondo le stime dell’organizzazione, una perdita di circa 190 milioni.
Preoccupazioni anche per il comparto cerealicolo, che lo scorso anno aveva raggiunto un valore di 110 milioni e che potrebbe chiudere la campagna 2026 con perdite comprese tra il 20 e il 50%, per oltre 30 milioni di euro.

Ortofrutta

Gli effetti del “clima pazzo” di questa estate sono già eveidenti, invece, per quanto riguarda la disponibilità dei prodotti ortofrutticoli, che, come segnalato da Confagricoltura Brescia ha registrato perdite generali tra il 20 fino al 60%, con una conseguente salita anche dei prezzi.

 

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