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Aumento prezzo del latte alla stalla, “ora si ragioni anche sugli stagionati”

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    (red.) Per gli allevatori bresciani, che producono oltre il 15 per cento del latte italiano, arriva un primo positivo risultato. Con l’intesa raggiunta, grazie alla mediazione del ministro Stefano Patuanelli, per il latte lombardo si arriverà a un prezzo alla stalla di 41 centesimi al litro, con un aumento a titolo di premio “emergenza stalle”. “È una prima risposta concreta – commenta Luigi Barbieri, allevatore e vicepresidente di Confagricoltura Brescia – al vertiginoso aumento dei costi di produzione che ha azzerato in questi mesi la redditività dei produttori”.
    Il “premio emergenza stalle”, introdotto dall’intesa, è di tre centesimi al litro. Un altro eventuale centesimo sarà integrato dall’industria di trasformazione o dalle cooperative, nel caso in cui non si raggiunga la soglia massima di 41 centesimi, per le destinazioni produttive legate al latte alimentare, allo yogurt e ai formaggi freschi.
    Resta escluso dal protocollo, siglato a Roma, il latte destinato ai formaggi stagionati, come il Grana Padano. “A questo proposito – continua Barbieri – confidiamo, come ha assicurato nel nostro recente convegno alla Fazi di Montichiari il presidente del consorzio Grana Padano Renato Zaghini, che ci sia l’assoluto rispetto del principio dell’equa correlazione tra valore del formaggio con quello del latte alla stalla, già previsto dal disciplinare della maggiore dop casearia del nostro Paese”.

    Confagricoltura vede  accolta anche la proposta di rendere strutturale il tavolo Latte, con un apposito decreto ministeriale che renderà permanente il dialogo e il confronto, nel comune interesse di superare le criticità e individuare ogni possibile iniziativa utile a sostenere un settore cardine per l’agroalimentare italiano.
    “Finalmente è stato avviato un percorso indirizzato a recuperare un assetto più equilibrato della filiera – evidenzia il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli –, che può essere un utile modello anche per altri comparti, a partire dalla suinicoltura e dall’allevamento avicolo, entrambi in particolare difficoltà in questo periodo”.

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