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Prezzo del latte: agli allevatori 4 centesimi in più

al ministero dell’Agricoltura è stata raggiunta la firma per alzare il prezzo della materia prima conferita dalle stalle. Rolfi: "Lombardia viene presa come riferimento nazionale".

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(red.)  “Una buona notizia. L’accordo firmato da tutti gli attori certifica come sia necessario ragionare di filiera per valorizzare il lavoro e i prodotti italiani sul mercato. Ancora una volta la Lombardia viene presa come riferimento. Del resto, produciamo il 45% del latte italiano. Nella nostra regione sono 4.768 gli allevamenti di bovini da latte e sono più di 500 mila le vacche allevate. Ora la strada è quella della valorizzazione effettiva del latte italiano, sia per il consumo diretto che per la trasformazione, puntando sulla qualità e sulla sicurezza alimentare del nostro latte”. Nel bresciano sono 1.347 le aziende agricole interessate dall’accordo sul prezzo del latte.

Quattro centesimi in più per ogni litro di latte. Dopo oltre un mese di trattative tra allevatori, industria della trasformazione e grande distribuzione, al ministero dell’Agricoltura è stata raggiunta la firma per alzare il prezzo della materia prima conferita dalle stalle. Il meccanismo di extra-remunerazione degli allevatori prevede più passaggi: la grande distribuzione si impegna a riconoscere un premio “emergenza stalle” che viene corrisposto alle imprese della trasformazione, che a loro volta lo riversano integralmente agli allevatori, sino a 3 centesimi di euro al litro di latte, con una soglia massima di intervento pari a 0,41 euro al litro. Le imprese di trasformazione, incluse le cooperative, si impegnano poi a riconoscere agli allevatori loro fornitori un premio aggiuntivo sino a 1 centesimo di euro al litro di latte entro la soglia dei 41 centesimi. I prezzi si riferiscono al latte conferito nella regione Lombardia, dove si raccoglie più della metà della produzione nazionale e che costituisce il parametro di riferimento di tutte le altre regioni. L’accordo ha validità fino al 31 marzo 2022.

Soddisfazione per l’accordo raggiunto è stata espressa dall’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, il bresciano Fabio Rolfi:“Ha prevalso – ha sottolineato – il buonsenso. L’aumento del costo delle materie prime è diventato un fattore estremamente impattante in questo periodo. Così come le quotazioni di latte spot hanno reso inaccettabile il livello di prezzo ad oggi contrattualizzato dall’industria”.
“Era giusto – ha aggiunto l’assessore – che il Governo intervenisse per dare respiro a un settore strategico, che esprime alcune tra le più importanti Dop italiane nel mondo e che vale per l’Italia oltre 16 miliardi di euro, promuovendo un approccio di filiera e di condivisione del valore in questa fase di emergenza che anche come regione abbiamo condiviso e sostenuto”.

“Il premio di emergenza per le stalle – ha detto l’assessore – è un passo importante, ma non basta nel lungo periodo. A livello strutturale la Lombardia sta lavorando in sede tecnica con l’obiettivo di definire gli indici del costo di produzione del latte lombardo, vale a dire una soglia sotto la quale non si potrà scendere nella remunerazione del latte, anche alla luce della direttiva sulle pratiche sleali, nelle compravendite agroalimentari grazie alla quale non potrà più esserci un prodotto agricolo pagato meno del suo costo”. “È un lavoro – ha concluso l’assessore Rolfi – che termineremo entro fine anno e potrà essere anche un riferimento nazionale”.

 

 

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