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La Lombardia, prima in Italia, riconosce e regola l’agricoltura urbana

Il consiglio regionale ha approvato una legge innovativa e all'avanguardia. Boschi urbani, vertical farming, tetti verdi per migliorare la sostenibilità ambientale delle città e razionalizzare gli approvvigionamenti.

(red.) Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato martedì 26 ottobre, all’unanimità, la legge sulla agricoltura urbana, periurbana e metropolitana. Un’iniziativa con diverse novità, che sostiene e incentiva le attività agricole tradizionali rimaste, stimola la realizzazione di boschi urbani per città più verdi e allo stesso tempo innova fortemente il quadro normativo riconoscendo i tetti verdi nella pianificazione urbanistica e consentendo l’insediamento in tutte le aree urbane delle vertical farm, ossia delle fattorie innovative verticali dove si produce verdura in ambiente protetto a ciclo continuo. Queste attività pur insediate in ambito urbano, per esempio aree industriali da rigenerare, saranno comunque riconosciute come agricole.

Nel testo viene definito vertical farming il sistema di coltivazione agricola in camere di crescita chiuse a controllo ambientale totale, sviluppate su moduli verticali sovrapposti, sfruttando la combinazione di tecniche quali l’acquaponica, l’idroponica o l’aeroponica.
La legge riconosce anche i tetti verdi ossia coperture vegetali realizzate sui tetti o sulle pareti degli edifici costituite da specie erbacee, arboree o arbustive e destinate a scopi alimentari o anche ornamentali, nonché finalizzate al miglioramento dell’isolamento termico, al risparmio energetico e al potenziamento della sostenibilità ambientale, così come le infrastrutture verdi multifunzionali ossia gli interventi di forestazione urbana finalizzati alla creazione di un ecosistema sostenibile mediante l’interconnessione tra verde e costruito e il potenziamento delle connessioni ecologiche locali.

“La Lombardia”, ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, “è la prima regione agricola d’Italia e si dimostra anche a livello normativo una avanguardia europea. Siamo infatti la prima Regione italiana a dotarsi di una legge su questo tema. Riconoscere l’agricoltura urbana per legge, sostenendola, e favorire gli insediamenti urbani innovativi come il vertical farming significa contribuire al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana, risparmio energetico, resilienza ai cambiamenti climatici e incremento del tasso di approvvigionamento degli alimenti prodotti sul proprio territorio, riducendo gli spostamenti logistici”.
“Sono sempre di più”, ha aggiunto Rolfi, “le realtà che decidono di dedicarsi a questa attività ed era corretto riconoscerle anche per promuovere la realizzazione di fattorie verticali in aree urbane da recuperare. Vogliamo valorizzare il ruolo economico, sociale, ambientale e culturale delle aree agricole periurbane e dell’agricoltura che vi si esercita”.
Il mercato delle vertical farm” ha concluso Rolfi, “oggi nel mondo vale oltre 2 miliardi di euro, ma le previsioni parlano di 5,8 miliardi nel 2022. Una opportunità anche economica per la Lombardia, con una attività che consente risparmio di suolo, acqua ed energia abbattendo l’utilizzo di sostanze chimiche ed attirando all’agricoltura nuove competenze professionali in grado di favorire anche il ricambio generazionale”.

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