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Le carni bovine al centro dei “Lunedì dell’Agricoltore Bresciano”

Il comparto bresciano vanta una produzione annua di oltre un milione di quintali di carne, con 35mila vitelloni e 180mila vitelli.

(red.) Con un approfondimento dedicato al settore delle carni bovine, il quinto a Brescia per produzione lorda vendibile (pari a circa 240 milioni all’anno cui va aggiunto il valore della trasformazione), sono proseguiti ieri i “Lunedì dell’Agricoltore Bresciano”, incontri on line in diretta sui canali Facebook e YouTube di Confagricoltura Brescia.
Il comparto bresciano, come ha ricordato Oscar Scalmana, vicepresidente di Confagricoltura Brescia e presidente di GAA (Gestione assicurazioni agricole), vanta una produzione annua di oltre un milione di quintali di carne, con 35mila vitelloni e 180mila vitelli a carne bianca, a cui si aggiungono le 60mila vacche da latte a fine carriera destinate ai macelli.

Daniele Mezzogori, funzionario del settore Allevamenti bovini e zootecnia di Confagricoltura, ed Elide Stancari, presidente della Federazione nazionale di prodotto carni bovine di Confagricoltura, hanno messo in luce le criticità che sta vivendo il settore e le proposte di rilancio dell’organizzazione agricola. “Anche se in questi mesi le carni bovine hanno sostenuto gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica meglio rispetto ad altri comparti agricoli – ha detto Mezzogori – il prossimo futuro è molto preoccupante, sia per il continuo calo di consumi pro capite, sia per i problemi economici delle famiglie, sia infine per la pressante concorrenza di prodotti che arrivano dall’estero”.
“Come Federazione di prodotto – ha ricordato Stancari – abbiamo chiesto un aumento dello stanziamento per gli indigenti relativo alla carne bovina da 10 a 30 milioni di euro e la promozione dei nostri tagli pregiati per produrre insaccati, cercando di limitare l’import di carne estera; inoltre abbiamo chiesto l’ammasso privato anche per il comparto del vitello a carne bianca, in grande difficoltà”.

Le conseguenze derivanti dall’emergenza Covid hanno esasperato criticità già presenti nel settore e per questo Oscar Scalmana ha ricordato l’importanza di ricorrere anche agli strumenti assicurativi oggi disponibili per tutelarsi non solo dagli eventi atmosferici ma anche dalle crisi di mercato. “In particolare – ha detto Scalmana – abbiamo la possibilità ora di ricorrere ai fondi mutualistici che, rispetto alle assicurazioni, presentano il vantaggio di non disperdere il premio pagato dall’azienda agricola ma di conservarlo ed eventualmente restituirlo alle imprese in assenza di indennizzi da pagare”.
Il settore della carne rossa, peraltro, potrebbe essere ulteriormente penalizzato dalla programmazione della Commissione europea che, nell’ambito del piano “Farm to Fork”, come ha spiegato Cristina Tinelli, responsabile dell’Ufficio di Confagricoltura a Bruxelles, intende modificare non solo le modalità produttive ma anche le abitudini dei consumatori, puntando ad un’ulteriore riduzione del consumo di carne.
“In questo quadro di difficoltà – ha concluso Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia – nel breve termine risulta fondamentale da un lato sostenere le imprese con misure immediate per favorire la liquidità, dall’altro rilanciare i consumi ad esempio attraverso la riduzione dell’Iva, come chiesto dalla nostra organizzazione nel corso degli Stati generali dell’Economia. Più a lungo termine – ha affermato ancora Garbelli – sono necessarie azioni strategiche di supporto dell’agroalimentare nazionale, anche attraverso un’efficace comunicazione che contrasti le fake news ed una campagna promozionale che evidenzi l’importanza della carne rossa all’interno della dieta mediterranea”.

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