Quantcast

Aeroporto Montichiari, i Verdi bresciani contro la trasformazione in hub merci

(red.) “Le vicende legate allo scalo di Montichiari sono sempre state incomprensibili”, si legge in una nota dei Verdi-Europa Verde di Brescia: “Tra annunci di voli pindarici e cadute clamorose, lo scalo è da 20 anni semivuoto e con pesanti disavanzi di bilancio (la Provincia quest’anno dovrà sborsare 700 mila euro per questo), ma in questi giorni il ‘gestore’ dello scalo, l’aeroporto Catullo di Verona (che a sua volta è controllato dalla Save, che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso), si è superato. L’assemblea dei soci del Catullo, approvando un aumento di capitale di 35 milioni di euro per coprire le perdite di gestione del 2020 ha infatti sorpreso tutti annunciando che da alcuni giorni sono partiti i lavori per trasformare il terminal passeggeri in un magazzino merci per supportare la crescita del traffico (prevalentemente notturno) di merci dei corrieri espresso”.

“Questo ribaltamento delle funzioni da chi è stato deciso?”, si chiedono i Verdi bresciani. “Lo Stato aveva investito 70 milioni di euro per un terminal passeggeri. Trasformare un edificio nato come terminal passeggeri in un deposito merci non è una scelta ottimale neppure operativamente, perché non ci sono le altezze necessarie per un edificio cargo, che può arrivare a 20/30 metri di altezza per posizionare le scaffalature per le merci da stoccare. Inoltre, per uno scalo vivere solo di corrieri espresso non è possibile. C’è poi da aggiungere il danno per le popolazioni circostanti di avere, oltre che un territorio massacrato e inquinato da cave e capannoni, anche il rumore degli aerei: soprattutto notturno, che ha una intensità 10 volte maggiore di quello diurno”.

“Questa scelta”, conclude la nota, “viene giustificata per gestire l’incremento di merci dei corrieri espresso (Amazon e DHL in testa) ma dietro la trasformazione del terminal dei passeggeri a cargo si nasconde il tentativo di mettere le mani su una speculazione gigantesca su 4 chilometri quadrati intorno all’aeroporto da trasformare in capannoni logistici anziché avviare una politica territoriale di bonifica dei terreni”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.