Aeroporti, Anac contro Save: rischi per il D‘Annunzio

L'Anticorruzione contesta la cessione diretta del 2% delle quote di Villafranca alla società degli aeroporti di Venezia e Treviso e salendo in Catullo.

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(red.) Nuovo clamoroso colpo di scena per il sistema degli aeroporti del nord-est. Giovedì 12 aprile l’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha depositato una delibera risalente ai primi di marzo in cui viene contesta la cessione diretta, senza passare da una gara pubblica, del 2% delle quote del Comune veneto di Villafranca alla società Save di Enrico Marchi che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso. Quella quota – scrive Bresciaoggi che ne dà notizia – era stata ceduta nel marzo del 2014 con cui la stessa Save era riuscita ad arrivare al possesso del 40,3% delle azioni in Catullo, cioé il gruppo che gestisce anche l’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Montichiari, nel bresciano.

A questa decisione Cantone è arrivato dopo un esposto di febbraio di Dario Balotta a capo dell’Osservatorio nazionale delle liberalizzazioni nelle infrastrutture e trasporti. La delibera dell’Anac è già stata notificata a tutte le parti coinvolte, dalla Catullo fino a Save, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’Enac, alla procura di Verona e alla Corte dei Conti che dovrà accertare se la cessione della quota sia stata regolare.

Un problema importante anche per lo scalo bresciano, visto che da tempo si sta studiando uno sviluppo proprio con Save per il cargo. Dalla società colpita stanno valutando di presentare ricorso al Tar, mentre Balotta chiede che le concessioni del Catullo e del “D’Annunzio” passino da gare pubbliche.

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