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Catullo, azione legale verso l’ex Cda

Il presidente Paolo Arena ha esteso il provvedimento verso tutti i membri del vecchio consiglio di amministrazione per fare luce sulla gestione del "Sistema del Garda".

(red.) Un vertice politico per parlare del futuro dell’aeroporto di Montichiari (Brescia) e della società che lo controlla, la Catullo.
Giovedì 31 gennaio, il “sistema Verona” sarà dal ministro  Grilli per “chiedere lumi” sullo stop all’iter per la concessione, insabbiato nelle anse della burocrazia.
Giovedì 7 febbraio, nella sala convegni di Confindustria Verona, in piazza Cittadella, alle 12, si tiene il convegno sul tema “Infrastrutture, crescita competitività: la concessione a Brescia Montichiari per rendere l’aeroporto catalizzatore di sviluppo economico”, con l’intervento di Paolo Arena, presidente società Catullo; Carmine Bassetti, direttore generale Catullo; Alessio Quaranta, direttore generale Enac; Pierluigi Di Palma, presidente centro studi Demetra; Riccardo Sciolti, amministratore delegato Mistral (Gruppo Poste Italiane); Francesco Rebaudo, Former Ceo Cargolux Italia.
Dopo che il Governo ha chiesto alla società scaligera di presentare (entro il 31 dicembre 2012) un piano di riequilibro finanziario per il triennio 2013-2015, senza il quale non avrebbe rilasciato la concessione quarantennale dell’aeroporto di Montichiari –Brescia, nessun’altra novità è trapelata sulla vicenda da parte delle istituzioni.
Da Brescia si sono sollevate le voci degli azionisti, tra cui anche il Broletto, che hanno chiesto una gara europea per la concessione,
Ipotesi sulla quale però la palla è ancora ferma.
Ed ora è emersa la notizia che il Cda della Catullo ha deciso di avviare un’azione di responsabilità nei confronti di tutto il vecchio consiglio d’amministrazione, del quale fa parte anche Giorgio Bontempi, assessore provinciale bresciano e membro del cda dal maggio 2009.
All’epoca al vertice della società che regge i due scali c’erano ancora Fabio Bortolazzi, in qualità di presidente, e Massimo Soppani, come direttore generale. Una gestione, la loro, finita nella bufera e (anche) oggetto di un’inchiesta de La7 per presunte assunzioni “pilotate” dalla politica, presunti buchi di gestione, e contratti poco vantaggiosi per la Catullo stessa.
Venerdì il consiglio d’amministrazione ha deciso di estendere l’azione legale oltre che nei confrotni di Beortolazzi, anche di tutto il vecchio cda. Nel mirino di Arena sono finiti dunque Franco Pennacchia, Giancarlo Conta, Maurizio Marino, Andrea Prando, Pierluigi Angeli e Giorgio Bontempi, chiamati a render conto di perdite (26 milioni nel 2011) e contratti gonfiati.

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