Quantcast

Ultimatum veronese al D’Annunzio

Aut aut dalla Catullo: nel 2012 i soci bresciani sono chiamati a ripianare le perdite contratte, pena la chiusura dello scalo di Montichiari.

(red.) Se qualcuno pensava chel’affaire D’Annunzio veleggiasse su acque più tranquille rispetto al passato (anche dopo l’approvazione in Regione del Piano d’Area), ecco che una bufera (l’ennesima) si frappone sulla strada dello scalo bresciano.
Da Verona, la Catullo lancia infatti un ultimatum ai soci bresciani invitandoli a chiudere l´accordo per la società unica Aeroporti del Garda. Anzi, dalla città scaligera il “sollecito” è ancora più netto: poiché da Brescia non arrivano segnali per il rilancio dell’aeroporto di Montichiari, i soci sono chiamati, da quest’anno, a provvedere, da soli, al pagamento dei debiti contratti dalla società.
Si tratta di una perdita quantificata in 20mila euro al giorno, pari a 600mial al mese e a 8 milioni l’anno di deficit.
L’aut aut è stato lanciato dai vertici della società aeroportuale veronese in un incontro che si è svolto tra il sindaco Flavio Tosi, il presidente della Provincia Miozzi, il presidente del Catullo Paolo Arena e quello della Camera di commercio Alessandro Bianchi.
Il “buco” del 2011 si attesta infatti intorno ai 20 milioni di euro. La stessa cifra che, secondo quanto emerso nelle precedenti “puntate” sull’annosa vicenda aeroportuale, Brescia sarebbe chiamata a versare per acquisire il 25% delle quote della nuova società Aeroporti del Garda.
Ma pare che la Leonessa taccia e che questo silenzio abbia infastidito il versante scaligero che, rotti gli indugi, ha messo in tavola le carte.
La situazione al D’Annunzio è quella di qualche volo notturno del cargo postale, mentre non ci sono voli giornalieri.  Un’attività ridotta all’osso, che non ha mancato di suscitare le proteste dei sindacati che hanno chiesto di avere chiarimenti sul futuro dei dipendenti dello scalo.
E i soci veronesi sembrano oramai decisi a chiudere i cordoni della borsa e a non ricapitalizzare più le continue perdite di Brescia.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.