Teleriscaldamento a Brescia, A2A controlla anche con il drone

Al fianco di un furgone già impiegato da anni, si occuperà di verificare la rete, eventuali perdite di calore e guasti.

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(red.) L’anno prossimo, nel 2022, la rete di teleriscaldamento lanciata da A2a a Brescia per riscaldare abitazioni ed edifici compirà cinquant’anni. E nel frattempo la società si dota di maggiori tecnologie per prevenire eventuali guasti, se non perdite di calore lungo la rete. Per questo motivo ieri, mercoledì 17 febbraio, l’amministratore delegato di A2a Calore e Servizi Luca Rigoni con l’assessore alla Rigenerazione urbana Valter Muchetti hanno presentato una novità che in realtà è già stata adottata per alcuni quartieri.

Si tratta di un drone che viene fatto volare di notte lungo i 670 chilometri della rete di teleriscaldamento per capire se ci siano problemi e quindi, nel caso, intervenire. La rete è stata suddivisa in otto zone che presentano misuratori di pressione e valvole motorizzate tutte controllate da remoto dalla sala di Lamarmora. Il drone, nell’ambito di una tecnologia sempre più sofisticata ma anche precisa, si aggiunge al furgone sul quale è installata una piccola telecamera e già impiegato da tempo.

Il drone, che qualcuno ha già notato, si muoverà di notte per la differenza termica maggiore e senza gli ostacoli della circolazione stradale dei veicoli. Il piccolo velivolo si occuperà di analizzare le situazioni termiche e al momento è già stato impiegato al Villaggio Sereno, Fornaci e Folzano. Mentre ai primi di marzo sorvolerà anche il quartiere Abba. Ma A2a mette in campo anche altre tecnologie aeree e via satellite per analizzare meglio la situazione. La rete di teleriscaldamento a Brescia alimenta oltre 20 mila edifici per 130 mila abitanti.

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