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Edison, con l’accordo ora parla francese

Siglato il divorzio da Delmi, la società di Foro Buonaparte si prepara a passare sotto il controllo di Edf che vuole farne il suo polo del gas in Europa.

(red.) Il divorzio tra soci italiani e francesi di Edison è ormai cosa fatta. L’accordo, hanno annunciato le parti, è stato siglato nella notte, mettendo fine a lunghi mesi di trattative sul riassetto.
E la società di Foro Bonaparte si prepara ora a passare sotto il controllo della transalpina Edf che, come ribadito anche oggi dall’amministratore delegato Henri Proglio, vuole farne il suo polo del gas in Europa.
”L’Italia è il punto di convergenza di numerose infrastrutture metanifere”, ha spiegato Proglio durante la presentazione dei risultati 2011 di Edf, e per questo può giocare ”un ruolo maggiore nell’approvvigionamento” dell’Europa, trasformandosi in una sorta di hub del metano.
Inoltre, il nostro Paese rappresenta il quarto mercato d’Europa per l’elettricità, fortemente basato proprio sulla produzione a gas. Per questi motivi, ha sottolineato Proglio, ”L’Italia è una priorita”’, ed Edf intende realizzare una presa di controllo ”forte” e ”rapida” di Edison, sfruttandone il posizionamento nelle forniture di gas e allo stesso tempo traendo benefici da una serie di sinergie, per esempio nell’ambito del trading, il cui impatto positivo sui conti sara’ dell’ordine di 50 milioni di euro all’anno.
Nel tracciare il quadro delle sue ambizioni italiane, Proglio ha trovato poi il tempo di ricordare chi gli è stato di fronte nei lunghi negoziati sul riassetto: l’ex presidente di A2a, Giuliano Zuccoli, scomparso nei giorni scorsi. ”E’ stato un partner importante, un investitore straordinario, di cui ho grande rispetto”, ha detto.
Per poter passare dalle parole ai fatti, avviando il rafforzamento strategico di Edison, a Edf manca però un ultimo, decisivo tassello: il via libera della Consob all’Opa residuale, e soprattutto al prezzo di 0,84 euro fissato dai transalpini.
Una condizione posta fin dall’inizio come vincolante per chiudere l’operazione, sui cui i transalpini non sembrano disposti a cambiare posizione. ”E’ il nostro prezzo di riferimento”, perchè ”è il prezzo a cui compriamo le azioni Edison attraverso Transalpina di Energia”, ha spiegato a margine della presentazione il direttore finanziario Thomas Piquemal, limitandosi a sorridere quando gli è stato chiesto se Edf sarebbe eventualmente disposta a ritoccare la cifra.
L’attesa non dovrebbe però durare a lungo: la risposta, sempre secondo Piquemal, è attesa per le prossime settimane, cosa che permetterebbe di arrivare al closing del riassetto entro l’estate 2012.
Intanto il Comune di Milano saluta Giuliano Zuccoli, l’ingegnere valtellinese che quindici anni fa prese in mano l’allora piccola Aem, la ex municipalizzata del capoluogo lombardo, facendola crescere fino a diventare, attraverso un tumultuoso processo di crescita culminato nelle nozze con l’Asm Brescia, la più importante multiutility italiana.
”Tra quanti hanno espresso in questi giorni il loro cordoglio colpisce come tutti abbiano usato parole come trasparenza, onestà, solidità, tenacia nel descrivere le sue qualita”, ha detto il presidente del Consiglio comunale, Basilio Rizzo, nel suo intervento per la commemorazione di Zuccoli, scomparso venerdì notte all’età di 68 anni. ”Io”, ha proseguit, “voglio aggiungerne due soprattutto per descrivere i suoi rapporti con l’azionista di riferimento: competenza e indipendenza”.
Con i vari sindaci, ha detto Rizzo, Zuccoli ”non fu mai prono” perchè sapeve che la missione del manager pubblico era ”il bene comune” e il suo vero referente, ”il padrone dell’azienda”, erano i cittadini. E questa indipendenza potè essere difesa anche grazie alla ”sua competenza tecnica, formatasi tra Falck, Sondel, Edison, cioè nel crogiolo lombardo dell’industria elettrica”.
Ma Zuccoli, ”manager contro tendenza” che ”ai fasti romani preferiva la tranquillita’ della sua Morbegno”, si distinse anche per l’attenzione alla ”coesione” nell’azienda, non mancando mai a ”un incontro con i dipendenti anziani e del gruppo pensionati” nè alle commemorazioni che ogni anni si tenevano a Cancano, in Valtellina, per ricordare i lavoratori morti nella costruzione delle sue amate dighe. Zuccoli d’altra parte ”ha sempre vissuto l’azienda come una grande famiglia”.
E l’ha dimostrato fino in fondo anche nella riservatezza con cui ha protetto l’azienda dalla notizia della sua malattia: ”l’ha trattata come una notizia sensibile, perchè sappiamo come il mercato reagisce a certe notizie”.
Zuccoli, le sue capacità di manager ma anche le sue doti umane sono state ricordati anche dall’ex assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, e dall’ex vice sindaco, Riccardo De Corato, che ne ha proposto l’iscrizione nel Famedio, il monumento del cimitero Monumentale che celebra i milanesi di maggior valore. Alla commemorazione erano presenti anche i tre figli di Zuccoli (Giacomo, Daniela e Cristina), il direttore generale di A2A, Renato Ravanelli, e alcune rappresentanze sindacali dell’azienda.

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