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La moschea infiamma Cologne

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    moschea.jpg(red.) Un Consiglio comunale infuocato quello che si è svolto venerdì a Cologne, nel Bresciano, dove la discussione sulla variante al Pgt ha addirittura richiesto l’intervento dei carabinieri.
    Sì, perché al centro del dibattito vi era anche la richiesta di concessione di un’area destinata alla creazione di un centro di preghiera islamico.
    Durissimo lo scontro tra maggioranza e la Lega Nord, che da mesi sostiene la campagna contro la moschea, ma alla fine la modifica al Piano di governo del territorio è passata.
    Moltissimi anche i cittadini che hanno assistito alla seduta nel corso della quale sono volati insulti, grida ed inviti alla Giunta a dimettersi.
    La maggioranza ha deliberato dunque: il centro di culto isalmico si farà e così si metterà fine alle riunioni dei musulmani nel seminterrato di un edificio, ex Edera, in pieno centro storico. Locale che il comune aveva fatto chiudere. La moschea verrà realizzata in via Peschiera, lontano dal centro abitato, in un’area con diverse zone adibite a parcheggio.
    Per gli esponenti del Carroccio la nuova moschea porterà gente anche da fuori paese con un’alterazione degli equilibri nella vita sociale dei cittadini e il rischio che molti immigrati di fede musulmana decidano quindi di stabilirsi a Cologne dove il comune dovrà poi fare fronte a richieste di sussidio economico.
    La Lega Nord ha ribadito che sono state ben 1200 le firme raccolta tra i colognesi per dire no alla moschea, sottoscrizione di cui l’amministrazione deve, secondo i leghisti, tenere conto.
    Per il sindaco Danilo Verzeletti, l'amministrazione, con questa decisione, come già ribadito in passato,  ha risolto il problema di un luogo di culto non adeguato come quello nella ex Edera e tiene inoltre conto del tessuto sociale del paese, composto da un terzo di ragazzi di origine straniera.
    Dopo l'approvazione della variante i consiglieri di maggioranza sono usciti dall’aula scortati dai carabinieri di Cologne.

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