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Bufera sulla Polizia Provinciale

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La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di 13 dipendenti per peculato e truffa.


(red.) La Procura della Repubblica di Brescia ha scoperto e messo sotto accusa una gestione allegra del corpo della Polizia Provinciale, chiedendo il rinvio a giudizio di 13 persone, tra cui l’ex comandante Giulio Honorati, per reati diversi che vanno dall’abuso d’ufficio al peculato alla truffa aggravata, commessi tra il 2004 e il 2005.
Nel mirino del procuratore aggiunto Fabio Salamone è finito l’utilizzo delle vetture di servizio come se fossero state di proprietà privata. Almeno tre agenti le usavano tranquillamente, facendo addirittura il pieno a spese dell’ente quando risultavano fuori servizio o in ferie. Secondo l’accusa, solo per l’uso improprio delle auto la Provincia ci ha rimesso almeno 100 mila euro.
Ma nel corpo di polizia provinciale le indagini avrebbero scoperto favoritismi che privilegiavano pesantemente alcuni dipendenti a scapito di quelli che svolgevano normalmente il proprio lavoro.
Un esempio clamoroso appurato dalla Procura riguarda l’operazione chiamata "Provincia Sicura", che prevedeva un servizio notturno estivo per garantire la sicurezza dei cittadini tra le 20 di sera e le 6 dei mattino, tra maggio e settembre.
Alla faccia della sicurezza, secondo l'accusa alcuni dipendenti – ne sarebbero stati scoperti 11 – non facevano servizio, oppure dichiaravano di avere effettuato più servizi di quelli realmente svolti.
C’era chi aveva fatto 11 turni ne aveva segnati 18, oppure chi su 24 ne aveva realmente effettuati solo la metà. Tutti intascavano tranquillamente il compenso extra previsto per ogni notte dedicata all’operazione "Provincia Sicura": 100 euro per gli agenti e 115 per gli ispettori. Il comandante avrebbe avallato il falso, senza controllare nè denunciare i propri collaboratori, da cui l'accusa di abuso d'ufficio. Come i lettori di quiBrescia.it ricorderanno, Honorati è stato licenziato dalla Provincia, ma ha ottenuto una sentenza favorevole dal tribunale del lavoro (leggi qui).

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