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Giovedì, 2 settembre 2010 22:01:47
Società
I cinque bambini fantasma di Chiari
martedì 07 ottobre 2008
Pagina 1 di 2
di Elisabetta Reguitti
Ci sono cinque bambini che hanno una colpa. Quella di essere nomadi sinti nati in Italia. E c'è un'amministrazione municipale senza cuore che li ha messi nel mirino fino a rendere loro impossibile un vita normale.
E' una storia da raccontare quella di Cristina (14 anni), Michele (11), Luca (8), Anastasia (4 anni) e Mattia, nato il 12 dicembre 2007, ai quali un comune della nostra provincia di Brescia, Chiari, nega la residenza. Una storia nella quale il cinismo delle decisioni e dei proclami della politica si scontra con l'attenzione nei confronti degli ultimi e dei meno fortunati e con l'umanità che sempre dovrebbe regolare i nostri comportamenti. Questi cinque fratelli, insieme con i genitori e la nonna sono, di fatto, dei fantasmi. Non esistono. O meglio: esistono per il dirigente scolastico e gli insegnanti delle scuole che li hanno comunque accolti garantendo loro la continuità delle lezioni, ma non esistono per l'amministrazione comunale di Chiari che, nell'agosto del 2006, ha consegnato l’ingiunzione di sgombero a questa e ad altre quattro famiglie dal campo nomadi costruito dalla giunta precedente. La decisione non ha mancato di suscitare polemiche in paese (leggi qui). E' bene precisare quindi che la storia di vita di questi bambini non è ambientata negli insediamenti abusivi che il ministro degli interni Roberto Maroni intende smantellare e per i quali il governo applica la linea della "tolleranza zero". No. Questa famiglia, fino al 2004, era legalmente residente in un'area sulla quale la precedente amministrazione comunale (nel 2001) utilizzando un finanziamento regionale aveva anche collocato cinque casette.
Un luogo nel quale c'era anche un prefabbbricato della Caritas, smantellato pure quello con ordinanza urgente del sindaco nel febbraio del 2007, dopo essere stato usato per anni come doposcuola per i 12 bambini. Ma le cose cambiano. Repentinamente. E quasi sempre peggiorano soprattutto per i più deboli. Nel 2004 a Chiari è stato approvato il regolamento comunale per il funzionamento del campo nomadi di via Roccafranca che, tra l'altro, conteneva indicazioni quali il divieto di ricevere visite da parte delle famiglie, l'obbligo di comunicare eventuali spostamenti al di fuori dei confini comunali di Chiari (per un periodo superiore ai 15 giorni), il versamento cauzionale di 500 euro da parte di ogni famiglia e il divieto di tenere all'interno del campo le roulotte. Non era facile rispettarlo. Carte alla mano, l'amministrazione comunale non ha quindi rinnovato il permesso di permanenza e, nell'agosto del 2006, è stata consegnata l'ordinanza di sgombero. Da quel momento in poi, per i bambini, la strada ha cominciato a essere in salita. Come racconta chi ha vissuto queste vicende come Giorgia, del gruppo volontariato nomadi costituito all'interno della Caritas parrocchiale di Chiari, che parla per esempio di costanti controlli da parte della polizia locale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. L'atto finale di questa storia è stato il 25 settembre del 2007, quando il sindaco di Chiari - il neosenatore del Carroccio Sandro Mazzatorta - ha ordinato la cancellazione della residenza. Le cose si sono complicate anche perché, nel frattempo, Nadia (la mamma) aspettava il quinto bambino. Una gravidanza difficile per la quale i servizi sociali del comune si sono dichiarati non competenti perché la famiglia non era più residente a Chiari.
Il 21 dicembre 2007 Nadia si è sentita male per strada, raccontano alla Caritas, ed è stata ricoverata d'urgenza all'ospedale di Seriate che dispone del reparto di patologia neonatale; è nato Mattia. Prematuro. Ma è nato. Il tribunale per i minorenni, viste le condizioni di vita dei suoi congiunti, ha deciso di affidarlo ad una famiglia di Seriate che lo ha in affido a tutt'oggi. Si potrebbero raccontare anche i ricorsi al Tar dai quali l'amministrazione è uscita vincente (leggi qui), la richiesta di concessione di residenza inoltrata al primo cittadino di Chiari da varie autorità anche istituzionali. E si potrebbero raccontare anche gli atti vandalici ai danni della tenda sotto la quale vive questa famiglia che gira per la provincia a bordo di un furgoncino usato dal padre per trasportare il ferro.
Ma tutto questo non cambia la sostanza: il problema non può essere solo politico, ma è prima di tutto umanitario. Ci sono cinque bambini che hanno solo la colpa di essere sinti italiani e ai quali viene negata la residenza. L'inverno è alle porte. Vivere in una tenda o a bordo di un furgone non è il massimo. E neppure dover girare di comune in comune sperando di non essere allontanati.
Commenti (50)
1. 13-10-2008 15:37
certo che alcuni commenti sembrano ricordare i capponi del Manzoni. Racconta il Manzoni ne “I Promessi Sposi†che Renzo Tramaglino, andando a chiedere un parere al dottor Azzecca-garbugli, gli portava in omaggio quattro capponi vivi, legati per i piedi e a testa in giù; e che quelli, ignari di essere affratellati da un comune destino, la pentola, si beccavano fra loro. Lo stesso è mettere i poveri contro i poveri, anziani contro disoccupati, stranieri contro italiani sinti, ecc
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2. 13-10-2008 12:08
Tutti i commenti hanno la loro parte di ragione , però è altrettanto vero che siamo arrivati all\'esasperazione .I nostri anziani non arrivano a fine mese con la pensione però si sta dando contributi e case a stranieri e perdipiù la maggior parte illegali . Forse la gente per bene ne ha piene le scatole di questa situazione . Chi li difende e pretende che lo stato o i comuni paghino per mantenere queste persone , che se li portino a casa loro e diano di tasca loro il contributo. Non è così che si aiutano anzi così si sfornano fannulloni capaci solo di delinguere.
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3. 13-10-2008 10:37
In Italia la gente è stufa di vedere che persone straniere vengono nel nostro paese e troppi non rispetano la società che li accoglie e le nostre leggi...tanto nel nostro Paese a loro fino ad oggi è sempre stato permesso tutto...e atteaverso il buonismo di molti di noiloro stanno diventando i veri padroni.
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4. 12-10-2008 10:43
L'egoismo e il guardare solo al proprio interesse stanno alla base del comportamento di chi prima umilia e non dà speranze a chi sta peggio di lui e poi invoca lo stato di polizia per essere difeso quando i più deboli si ribellano.
In Italia non è mai stato così, ma se i signori leghisti e i loro amici esasperano le condizioni di vita dei più poveri, è la società intera a rischiare grosso.
Chi non ricorda le ribellioni degli immigrati dei ghetti inglesi voluti dalla Thatcher? E in Francia che cosa è successo?
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5. 11-10-2008 12:42
Pagare le tasse per i fannulloni? Direi piuttosto pagare le tasse per il bene comune. Anche al di là di ogni principio etico e umanitario la mancata integrazione ha un costo ecopnomico pauroso. I bambini che oggi a Chiari dormono per strada o in tenda che futuro avranno? Hanno maggiori o minori probabilità di finire in carcere in queste condizioni? una campo nomadi costa meno di sicuro che un carcere. E quando quelli che oggi sono bambini per strada verranno a rubare nella sua casa Sig. CIndola, restituendolo il suo mezzotorto, sarà contento? avrà raggiunto il suo sogno di ordine?
mi chiedo anche se chi continua ad insistere sul rispetto delle regole rispetta a sua volta tutte le regole del "vivere civile" per esempio (le prime che mi vengono in mente) pretendendo sempre lo scontrino fiscale, non pagando in nero per risparmiare l'iva, o rispettando sempre i limiti di velocità con l'automobile... anche queste sono regole che vanno rispettate (chi è senza peccato... ecc ecc).
a chi auspica che si tenga il "cristianesimo sul piano spirituale, e non lo mischi con le discussioni di politica" farei sommessamente notare che chi brandisce le RADICI CRISTIANE come una spada (a livello politico, quando fa comodo) è proprio il partito che esprime il suo sindaco.
concludo ricordando a chi insiste (nonostante gli sia già stato fatto notare) con "Dove sono i nostri preti che predicano tanto di aiutare i poveri e i bisognosi?" o "Vi siete mai chiesti come mai certe persone non vengano aiutate neanche dalla Chiesa?" che nell'articolo è riportato che uno dei prefabbricati era gestito dalla CARITAS=Organismo della C.E.I.=Chiesa Italiana
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7. 11-10-2008 09:41
Sig. Carlos se lei è disposto a pagare tasse per mantenere famiglie di fannulloni che sfornano figli come pagnotte, prego avanti! E' ora di finirla di difendere gente che non lavora, che per la maggior parte delle volte delinque(vedi ultime retate nei campi nomadi),e che non si integra con la nostra cultura e le nostre leggi. Con questo chiudo i miei commenti:se questa gente non si vuole integrare, che se ne stia a casa propria, non li vogliamo!!!
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8. 10-10-2008 21:46
chi degli scriventi i ben 42 commenti sottostanti (buon segno!! vuol dire che la ferita sociale fa male e che non siamo proprio così insensibili) accetterebbe le regole imposte dal Mezzatorta agli ospiti del campo? meglio sarebbe chiamarlo MEZZOTORTO! tutte regole capestro !(rileggi l\'articolo). Nessuno di noi le accetterebbe ma avrebbe probabilmente più forza di ribellarsi. Chi è più debole non ci pensa nemmeno a rivolgersi ad un avvocato e poi chi lo pagherebbe? Penso inoltre che l\'altro mezzotorto sia aver tolto la cittadinanza alla famiglia. tutti hanno diritto alla cittadinanza!!! Tutti i comuni hanno iscritti nelle loro liste persone senza fissa dimora o senza tetto. senza cittadinanza nemmeno i servizi sociali possono intervenire. ci ha pensato nessuno a denunciare il Sindaco per questo?
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9. 10-10-2008 18:14
avrei voluto intervenire già ieri, ma volevo vedere che piega prendeva la discussione. Diciamocelo, i giornalisti godono nello sputare sentenze alla Piccola Fiammiferaia, piccoli bambini che d'inverno non sanno dove andare, per colpa di genitori non responsabili. Sempre tutti a scusare i poveri stranieri ma chi di voi ha mai aperto la porta di casa propria a uno di questi cosiddetti poveracci? qualcuno dei cosiddetti perbenisti che parlano accusando un sindaco che cerca di fare il proprio lavoro rispettando la legge e cercando di farla rispettare.senza i bambini chi di voi avrebbe detto "che brutta situazione, povera gente che non ha lavoro.. " probabilmente avreste commentato tra voi: non si può li accogliamo e non hanno nemmeno la decenza di lavorare. Per quanto riguarda le situazioni igeniche, questa gente vive così. sul lago c'è la loro più grande comunità di zona, un unica grande villa di proprietà di un anziano, poi tutti nelle roulotte in giardino... quindi, li proprietà privata, si può accettare? loro vivono così.. chiedo nuovamente, chiesa a parte, chi da privato cittadino aprirebbe la propria porta di casa, per dare l'esempio? credo nessuno!
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10. 10-10-2008 17:54
Altra riflessione: ma la signora in questione, viste le condizioni economiche della famiglia, non poteva pensare di evitare di avere un altro figlio? Cosa pensa di farne ancora qualcuno e poi pensare che ci pensa il Sindaco di Chiari a mantenerli?
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11. 10-10-2008 17:50
Ma perchè dobbiamo essere noi a far si che certe realtà si integrino con noi e non è il contrario? Vi siete mai chiesti come mai certe persone non vengano aiutate neanche dalla Chiesa? Perchè neanche chi predica misericordia e aiuto per i più deboli, vuole certe persone che non faranno mai nulla per cambiare la loro vita??
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12. 10-10-2008 17:12
il problema è se loro vogliono integrarsi, fino ad oggi nessuna comunità nomade l' ha mai fatto, a quanto mi risulta...credo ci debba essere volontà da entrambe le parti e questo dipende anche dalle mentalità .
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13. 10-10-2008 16:32
al tempo, non ho descritto il campo come un villaggio alpitour, e nemmeno i genitori come padre e madre modello. ho detto che la madre non è anaffettiva, non per nulla era importante lasciare la struttura del campo nel quale la situazione, bene o male era sotto controllo ed in qualche modo gestita. i bambini avrebbero avuto qualche chance in più di crescere meglio di quanto non sarà ora, con uun guadagno per tutta la società . questo è un discorso che vale per come è gestita la situazione rom e sinti in tutta italia. o si creano progetti di integrazione o si usa il metodo che già la germania provò ad usare, tutto il resto è sterile propaganda.
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14. 10-10-2008 16:25
Beh, forse è meglio fare un pò di chiarezza. Sono stato abbastanza contrariato dal modo in cui è stato chiuso il campo nomadi a Chiari ma la situazione non era proprio comè stato scritto da Branca. Non sò quando è stat l'ultima volta che lei è entrato nel campo nomadi... ma sinceramente io non l'ho trovato proprio in ottime condizioni igenico sanitarie. E' risaputo che i nomadi sono abituati a vivere all'aria aperta ma vedere i bambini lasciati camminare scalzi a dicembre in mezzo a sporcizie varie non è stato proprio un bello spettacolo. Certo i bambini andavano a scuola ma sicuramente le volte che andavano era perchè volontari facevano questo servizio, non sicuramente perchè incentivati dai genitori, che per altro, parlandoci, denigravano altamente l'istituzione scolastica dicendo di essere obbligati a mandare i figli, anzi, che loro preferivano tenerli a casa. Per non parlare del padre della famiglia dell'articolo. Nonostante gli sia stata data più di una volta l'opportunità di lavorare, o rifiutava oppure durava qualche giorno, dicendo che non era nella sua cultura lavorare. E quante volte si è visto picchiare la moglie o costringerla ad andare a mendicare insieme ai figli. E ci sarebbero altre cose da raccontare. Allora, il problema c'è sicuramente e dal punto di vista morale ed umano la situazione è molto pesante, ma l'articolo ed alcuni interventi sono palesemente di parte. Una giornalista non dovrebbe sputare sentenze ma riportare i fatti il più oggettivamente possibile. Grazie
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15. 10-10-2008 15:38
il campo non era allo sbando e privo di regole, prima della lega, c'erano semplicemente delle regole che era possibile rispettare. come risultato ora le famiglie cacciate sono allo sbando e privi di regole, quindi meglio prima o dopo?
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16. 10-10-2008 15:23
...sarebbe stato meglio per il paese avere un campo nomadi completamente allo sabndo e privo di regole? il fatto è che per convivere ci dovrebbe essere il rispetto di determinate regole da parte di tutti...invece è più facile non rispettarle e poi invocare al rispetto dei diritti umani
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17. 10-10-2008 15:03
non è proprio così signora Cindola.Mi sembra piuttosto palese che il sindaco ha emesso questo regolamento, ben descritto nell'articolo, per avere il pretesto per chiudere il campo. I ricorsi, dal punto di vista legale gli han dato così ragione, ma resta tutta la responsabilità di merito di questa scelta. per non parlare poi degli aspetti umani.
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18. 10-10-2008 14:54
Errato sig./ra branca, salta un piccolo particolare: il Sindaco aveva stabilito un regolamento per questo campo, sottoscritto dagli occupanti, che non è stato più volte rispettato. Le leggi le rispetto io come Lei e non vedo perchè non le devono rispettare anche loro. Se rilegge l'articolo è specificato del regolamento non rispettato.Resto fiero e onorato di aver votato il Sig. Mazzatorta che non ha fatto altro che far rispettare le regole. Ce ne fossero altri di sindaci così!!!
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19. 10-10-2008 13:58
riassunto. ai tempi di prima della lega esisteva un campo nomadi costruito con fondi che nn erano del comune di Chiari. In questo campo vivenano delle famiglie tra cui quella di cui l'articolo parla, un caso emblematico. In questo campo organizzato questa famiglia viveva di lavoro, povero, precario, insufficiente, ma fondamentale, non credo che il background di questi due genitori avrebbe permesso molto di più. In compenso i figli frequentavano la scuola ed erano in qualche modo inseriti nel tessuto sociale. Probabilmente da loro, una volta cresciuti si sarebbe potuto aver di più cha dai genitori. La loro situazoione familiare non era certo anaffettiva (lo so per certo), la madre, con tutti i limiti del caso era ed è una mamma chioccia. Poi arriva la lega, con pretesti e per la solita propaganda che così tristemente le permette di guadagnare voti, chiude questo campo nomadi. risultato? i genitori vivono come possono, il lavoro di rigattiere del padre è diventato più difficoltoso e senza aiuti non basta. i figli vivono in una terra di nessuno nelle condizioni ben descritte dall'articolo. come cresceranno? ad andar bene come i genitori. questi bimbi amano e sono amati dai genitori, metterli in comunità ora vuol dire distarticolare il loro modo affettivo e gravare la comunità di costi maggiori rispetto ai tempi del campo nomadi. con che risultato? in investimento nel futuro in negativo, con 5 cittadini italiani in maggiore difficoltà rispetto a come sarebbero stati crescendo in una situazione meno precaria quale era quella del campo. Un Grazie al Sindaco ed achi l'ha votato.
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20. 10-10-2008 09:29
Spiegate a nuvola rossa cos' è un blog, e se vuole intervenire più spesso anche lui è libero di farlo...... Se non ci fosse gente come Silvie non avrebbe ragione di esserci questo spazio... Prendiamo l'osservazione di nuvola rossa come una battuta inopportuna in uno spazio abbastanza serio.
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21. 09-10-2008 19:23
non sapevo che ci fosse una "quota parte" per discorrere. le dà fastidio la libertà , signor nuvola rossa? siamo entrati nella sua riserva?
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22. 09-10-2008 19:16
7 post su 28 sono di silvie. basta! per pietà ...
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23. 09-10-2008 15:22
razzista io proprio non mi ci sento, se regole ci sono vanno rispettate...per quanto riguarda il generalizzare, mi dica un po' quante persone provenienti dai campi nomadi si sono integrati e rispettano le regole...siate almeno un minimo onesti
Registrato
24. 09-10-2008 15:16
Del resto i campi nomadi fanno parte dell'Italia, e devono essere rispettate le leggi italiane, non essere zona franca per delinquenza e criminalità .Le regole c'erano, non sono state rispettate, gli occupanti sono stati puniti. Anche io se non rispetto le regole vengo punito dalla legge italiana. Io penso di non avere meno diritti o doveri rispetto agli occupanti dei campi nomadi.
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25. 09-10-2008 15:05
quando si comincia a generalizzare attribuendo a categorie di persone (p.e i nomani) attributi dispregiativi (p.e. "come li fanno crescere loro") il limite del razzismo è già stato superato. Tutti conosciamo nomadi che sono perfettamente integrati, lavorano, mandano i figli a scuola, pagano le tasse, votano. E più facile che questo accada dovo si sono sviluppate politiche di integrazione e non solo politiche d'ordine (che pure sono necessarie). Senza poliche sociali si rischia di essere elefanti in una cristalleria, come l'Amministrazione del Comune di Chiari. Le soluzioni per problemi cone questi non sono facili!
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26. 09-10-2008 14:16
il "vivere civile" non sarà per forza il mio, ma non mi venga a parlare dei diritti dei bambini se si accetta che crescano come li fanno crescere loro per favore...non c' entra niente campo nomadi abusivo o no, non esiste che i bambini possano crescere nella sporcizia, al freddo e sfruttati
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27. 09-10-2008 13:50
Dimenticavo di aggiungere, per questione di equilibrio rispetto al clamore suscitato dal tono dell'articolo, che trovo il pezzo coraggioso e molto ben scritto, complimenti all'autrice e alla redazione che l'ha pubblicato.
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28. 09-10-2008 13:48
Ha mai pensato la signorina Silvie che il "vivere civile" non è necessariamente quello come il suo? Mi sembra che si stia esacerbendo il dibattito su una questione che riguarda diritti basilari che tutti i bambini di questo mndo dovrebbero avere garantiti. Come si permette di invocare che venga tolta loro la custodia da parte dei genitori? chi è lei per augurarsi una cosa tanto grave? ha almeno una vaga idea di quello che può voler dire?
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29. 09-10-2008 11:49
di avere l' ultima parola non mi interessa, ma le lascio una domanda premettendo che anche a me (come del resto a chiunque credo) spiace per i bambini e sono convinta che i servizi sociali dovrebbero fare uno sforzo per portarli via a genitori che non permettono loro di crescere serenamente indipendentemente siano zingari o no...secondo lei è giusto che i bambini paghino perchè nascono in una famiglia nomade con determinate usanze e tradizioni che molto spesso divergono completamente con il vivere civile?
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30. 09-10-2008 10:57
cara silvie, so che ama avere l'ultima parola e quindi gliela lascerò. prima però vorrei segnalare che non sto parlando di zingari ma di 5 bambini e, in relazione a loro, di una famiglia.