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San Polo: prato inquinato da Pcb |
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martedì 12 agosto 2008 |
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(red.) In un campo di proprietà del comune di Brescia ma gestito dall’Istituto agrario "Pastori", situato all'intersezione tra via Fiorentini, via San Polo e via Merisi, non lontano dall’Alfa Acciai nella zona sud est della città, le autorità hanno vietato il pascolo e l’erba non può essere raccolta nè utilizzata.
Il motivo? Durante uno dei controlli di routine, anche quel prato è rsultato contaminato dal Pcb, sia pure con un livello molto basso di veleno, di poco oltre il massimo consentito: 1,33 microgrammi per chilogrammo.
L’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, ha effettuando verifiche più approfondite, ma pare che l’inquinamento da Policlorobifenili sia limitato all’erba e non riguardi il terreno. Si tratterebbe quindi di un problema superficiale, come confermato da un comunicato diffuso dell'agenzia nel quale si afferma che "i parametri ricercati sono stati metalli (antimonio, arsenico, cadmio, rame, mercurio, nichel, piombo, zinco), Ipa, Pcb e diossine. Per tutti questi parametri le concentrazioni riscontrate sono risultate al di sotto dei limiti stabiliti dal D. Lgs. 152/06 per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale".
Le analisi effettuate dall’Arpa hanno infatti riscontrato Pcb a 14,6 microgrammi per chilo di terreno, contro un valore limite di 60 ug/kg, mentre le diossione sono a 2,4 nanogrammi/kg (la legge ne consente 10). Delle cause d'inquinamento dell'erba si sta occupando la magistratura.
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