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Pm10, è già l'ora dell'emergenza |
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lunedì 18 febbraio 2008 |
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(red.) Ormai siamo una città fuorilegge dal punto di vista ambientale. Le Pm10, le micidiali polveri fini pericolosissime per i nostri polmoni e per la salute di anziani e bambini, hanno già superato in una centralina delle tre presenti sul territorio i 35 giorni di esuberi consentiti dalle norme dell’Unione Europea. E pensate che siamo solo a metà febbraio.
La prima a raggiungere il tetto è stata la centralina di Rezzato, dove pare che gli abitanti vivano in una vera e propria camera a gas, tra tangenziali e cementifici. Ma anche le altre due, situate a Palazzo Broletto in centro città e al Villaggio Sereno, stanno per arrivare al limite.
Partiamo da Rezzato, maglia nera della provincia di Brescia, dove la centralina di misurazione venerdì 16 febbraio ha raggiunto il tetto massimo di esuberi consentito per tutto il 2008. Pensate, qui nei 31 giorni di gennaio ci sono state ben 23 giornate con le Pm10 oltre il limite di legge e altre 12 nei 16 giorni di febbraio.
A Rezzato, su 35 esuberi, per 12 volte il livello è rimasto poco oltre la soglia d’attenzione di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria (ug/mc), mentre per altre 23 volte è stata addirittura oltrepassata la soglia d’allarme di 75 ug/mc.
Anche al Villaggio Sereno siamo vicinissimi al tetto dei 35 superi. Ce ne sono stati già 28: 19 in gennaio e nove in febbraio. Ben 15 volte è stata superata la soglia d’allarme di 75 ug/mc, altre 13 volte solo quella d’attenzione.
In Broletto le cose sono andate leggermente meglio, anche se ci sono già stati 15 superi in gennaio e cinque in febbraio. La soglia di attenzione di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria è stata superata dieci volte, mentre in altri dieci giorni si è andati oltre la soglia d’allarme di 75 ug/mc.
Che cosa si può fare? Il problema è strutturale e forse è sciocco accorgersene solo quando scatta l'emergenza. In comune a Brescia allargano le braccia e da sempre spiegano che ci sono troppe auto, troppi motori diesel, troppi impianti di riscaldamento e troppe industrie. La città è assedata da ciminiere, camini, autostrade e tangenziali percorse ogni giorno da milioni di veicoli. La municipalità fa quello che può, dicono a Palazzo Loggia: cerca di contenere l’uso delle auto con le Zone a traffico limitato e potenziando il trasporto pubblico con le Lam e il metrobus. Inoltre il teleriscaldamento riduce il numero delle caldaie.
Quando però si arriva all'emergenza di questi giorni sono necessarie comunque alcune manovre tampone, come la non efficacissima ma importante riduzione forzata delle auto in circolazione, che spetta alla Regione stabilire. Tuttavia si tratta di interventi che vedono l'opposizione di alcune categorie di operatori economici, che in tempi preelettorali nessun politico vuole inimicarsi.
Insomma, i nostri polmoni sono vittime di un modello di sviluppo che probabilmente solo realtà sovrannazionali come l’Unione europea possono modificare. La stessa Ue che l’anno scorso ha avviato un grande piano per contrastare e ridurre la produzione di gas serra e Co2.
Qui potete trovare i dati di febbraio sulle Pm10 nelle cinque centraline della provincia di Brescia e qui quelli di gennaio 2008. C'è qualche buco attorno a San Faustino.
Mentre qui trovate quelli sulle Pm2.5 che sono polveri ancora più sottili: 2,5 micron di diametro anziché 10, e s'infiltrano quindi ancora più in profondità nel nostro sistema respiratorio e nell'organismo. Vengono rilevate solo dalla più moderna centralina, quella del Villaggio Sereno. Il parametro di pericolosità non è ancora stato definito dall'Unione europea, ma con dati di 75 o 80 ug/mg Brescia sembra già oltre i limiti.
Se invece volete monitorare giorno per giorno la situazione delle Pm10 questa è la pagina dell'Arpa Lombardia.dalla quale è possibile partire.
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