Syndication


Scrivi a quiBrescia.it
(Fax: 030 5106888)

Post Editore
Tutti i diritti riservati.
Riproduzione vietata.
Le foto prese da internet che appaiono su quiBrescia.it sono considerate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori sono contrari alla pubblicazione, basta che lo segnalino alla redazione.
Giovedì, 9 settembre 2010 04:34:49

Lettere a quiBrescia
Latte al Pcb: "Le rassicurazioni della Centrale non bastano"
sabato 29 dicembre 2007
Gentile direttore,
Il dottor Dusina interviene, giustamente preoccupato, a difesa della qualità del prodotto della Centrale del Latte di Brescia di cui è presidente.
Gli va dato atto di aver effettuato controlli sulla concentrazione di diossine nel latte giunti al pubblico dominio nonostante la difficoltà di operare in una situazione nella quale una delle potenziali fonti di inquinamento dei foraggi con cui le mucche sono state alimentate può essere l'inceneritore di proprietà dello stesso Comune di Brescia, proprietario pure della Centrale del latte. Nell'intricata situazione di interessi in gioco è un merito.
Ho comunque alcune domande da porre pubblicamente essendo stato un consumatore dei prodotti della nostra Centrale.
Come si è saputo, il problema della contaminazione del latte da diossina è emerso solo ora perché, nel calcolo della concentrazione della tossicità delle diossine, sono stati recentemente inclusi i Pcb. Questi composti sono ormai ben conosciuti dal cittadino bresciano per la nota vicenda Caffaro che ha rivelato che nel loro sangue sono presenti in quantità di molto superiore a quella che si registra in altre realtà.
La norma europea che fissa i limite massimi di diossina nel latte (6 picogrammi per grammo di grasso) fissa tuttavia anche un altro limite detto "di azione" pari a 2 picogrammi. L'Unione Europea afferma che i limiti di azione "sono uno strumento ad uso delle autorità competenti e degli operatori per evidenziare i casi in cui è opportuno individuare le fonti di contaminazione e prendere provvedimenti per la loro riduzione o eliminazione".
Il limite "di azione" di 2, in verità, non può affatto essere ritenuto tranquillizzante. In poche parole: un bambino che beva ogni giorno un bicchierino di latte contaminato da diossina alla concentrazione del "livello di azione" assume una dose superiore al valore raccomandato dalla Unione Europea come "accettabile". A questo si somma la diossina comunque assunta con altri alimenti, principalmente latticini, carne, pesce, uova.
La tossicità di questi composti è ben nota essendo sostanze cancerogene e che possono dare anche altri effetti molto più subdoli, sul sistema endocrino e sullo sviluppo embrionale. Inoltre va ricordato che queste sostanze sono particolarmente insidiose in quanto bioaccumulabili e persistenti e quindi ogni quantità assunta giorno dopo giorno si accumula alle precedenti che vengono eliminate pochissimo, negli anni, dall'organismo.
Per questo è necessario ridurne l'assunzione soprattutto per i già martoriati cittadini bresciani ed i bambini in particolare. Il fatto di aver trovato valori superiori a 6 fa pensare che i dati siano stati divulgati quando le mucche erano ormai scappate dalla stalla.
Per questi motivi le rassicurazioni date fino ad ora non sono convincenti e vorrei che fossero chiarite alcune questioni fondamentali se non altro per rassicurare che quanto accaduto possa essere un'utile esperienza per il futuro.
La prima domanda è la seguente: quale la concentrazione di diossine nel latte accettato dalla centrale, quando anche fosse sotto il limite massimo? E quale la concentrazione del latte offerto al consumatore e nei latticini?
La seconda domanda: come vengono effettuati i controlli sul latte?
La  terza domanda: quali azioni sono state intraprese per "ridurre attivamente le diossine", come dice la norma europea, magari anche informando le autorità della situazione nel caso le diossine fossero al di sopra del "limite di azione"?
Per la verità queste stesse domande andrebbero rivolte anche all'Asl di Brescia ma anche all'Arpa che in quanto organi di controllo, non dovrebbero giocare come spesso accade di rimessa ma cercare le fonti di inquinamento anche se ciò risultasse scomodo.

Celestino Panizza, Forum ambientalista Brescia