
(red.) La sicurezza e la vivibilità della zona di viale Piave, a Brescia, è al centro di un dibattito serrato a livello cittadino.
Ad aprire il confronto è stato il comitato spontaneo "Viale Piave Sicura e vivibile", che raggruppa cittadini e commercianti del circondario, e che attraverso un comunicato della propria portavoce, Sara Balsamo, ha esternato una serie di disagi che i residenti vivono quotidianamente.
Nel testo inviato a quiBrescia.it, (leggi qui) Balsamo ha sottolineato che nel quartiere si vive sempre peggio, anche a causa delle carenza di controlli sulle strade e nelle residenze private a differenza che in altre zone della città.
"Anche noi facciamo parte della Circoscrizione Centro", ha scritto la portavoce, "ma sembrano valutarci quali cittadini di serie B. I negozianti", ha affermato, "in inverno chiudono tra le 17,30 e le 18,30, e alle 19 nel periodo estivo, rinunciando agli incassi per paura; in un periodo economicamente molto difficile. Sia durante le ore diurne che notturne, siamo costretti a subire atti incivili che comprendono anche l’urinare e il defecare sulla strada, compromettendo le condizioni sanitarie, di vivibilità e decoro dell’intero quartiere. Situazioni come questa, notoriamente, inducono ad un crescente degrado urbanistico e a un conseguente aumento della microcriminalità".
La denuncia dei residenti, nel giro di un paio d'ore, ha ottenuto una risposta istituzionale. Il presidente della circoscrizione Centro, Flavio Bonardi, con una nota stampa spedita alla nostra redazione (leggi qui) ha risposto che, "notevoli sono stati gli interventi che si sono attuati grazie alla preziosa collaborazione delle commissioni consiliari in sinergia con il territorio di viale Piave".
"Appena insediata la nostra nuova amministrazione", ha spiegato Bonardi, "abbiamo iniziato un lungo e faticoso lavoro per rendere la zona più sicura e per identificare uno spazio pubblico per il territorio. 63 sono state le richieste di intervento inviate alle autorità competenti in merito al problema sicurezza, prostituzione, micro-delinquenza, e 77 sono state le richieste di intervento per migliorie stradali, verde pubblico, cartellonistica, strisce pedonali e parcheggi".
Per il presidente, quindi, "dire che per la nostra istituzione la zona di viale Piave sia di serie B mi sembra lontano dalla verità. Da maggio 2009 il sottoscritto, grazie alla preziosa collaborazione e vicinanza del vice sindaco Fabio Rolfi, ha ottenuto una intensificazione dei controlli da parte della polizia locale, che regolarmente e puntualmente, a detta anche dai cittadini della zona, sono intervenuti a presidiare e controllare il territorio".
La controreplica della portavoce del comitato spontaneo "Viale Piave Sicura e vivibile", non è tardata, e poco tempo dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Bonardi, è giunta a quiBrescia.it una precisazione (leggi qui): "Accogliamo con perplessità il senso di soddisfazione per gli interventi svolti dalla circoscrizione nel merito. Il vice-sindaco Fabio Rolfi ha preso atto delle nostre specifiche richieste e, in tempi strettissimi, ha incrementato i controlli delle forze dell'ordine sulle nostre strade di quartiere, facendo proprio il nostro stato di disagio e non negando od attribuendo ad altri la situazione insostenibile in cui verte la zona".
Secondo Balsamo, inoltre, "non sono 77 né mille richieste che aumentano la percezione di sicurezza dei cittadini, né sparute manifestazioni in occasione della festa della donna, bensì la progettazione di una vera e propria riqualificazione del quartiere. Siamo quindi lieti che il presidente di circoscrizione abbia accolto uno dei suggerimenti del comitato, richiedendo anche per viale Piave, in data 8 marzo, il vigile di quartiere. Riteniamo però che sia indispensabile aumentare la percezione di sicurezza creando, ad esempio, un nuovo indotto che sostenga i commercianti e rassicuri gli abitanti, grazie anche ad un programma annuale di manifestazioni, come avviene in altre zone della città".
Sulla vicenda anche il vicesindaco Fabio Rolfi, a margine della conferenza stampa sull'arresto della gang dei pakistani (leggi qui), ha tenuto a precisare "che non esiste nessuna emergenza sicurezza in viale Piave. Questo grave misfatto è una problematica a sé stante. Il pattugliamento della zona, soprattutto nelle ore serali e notturne, è quotidiano da parte degli uomini della municipale".
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